the Singer is Dead – IIII

Recensione del disco “IIII” (Vina Records, 2023) dei the Singer is Dead. A cura di Maria Balsamo.

La post rock/math rock band milanese the Singer is Dead rilascia “IIII“, loro terzo album, mixato e masterizzato all’Elnor Studio di Varese e prodotto da Mattia Stancioiu. Un lavoro che si presenta omogeneo e strutturato, risultato di un processo di creazione comunitario. Per la prima volta nella loro storia discografica, infatti, tutti i componenti della band hanno collaborato contemporaneamente. Le diverse influenze sonore dei membri de i the Singer is Dead sono molto evidenti in questo album: emo, post-rock, post-hardcore, elettronica e techno. Per questo motivo, nonostante sia la loro terza uscita discografica, si intitola “IIII” (quattro).

I the Singer is Dead sono nati nell’estate del 2012 a Milano, con l’idea di suonare senza limiti strutturali né di genere musicali. Fondamentale è stata anche la loro scelta primordiale di suonare senza accompagnamento vocale. Nel 2014 hanno pubblicato il loro primo ep omonimo e successivamente si sono esibiti come opening act per band quali Ufomammut, Radar Men From The Moon, Tides From Nebula e Zeuss. Nel 2017, dopo un cambio di formazione al basso, esce il loro secondo album intitolato semplicemente “\\“, prodotto da Voice Of The Unheard (FR), Vollmer Industries, I Dischi del Minollo, Edison Box, e Backwa. Un lavoro diverso rispetto al primo, più maturo e contaminato da un post-rock melodico e strutture sonore sperimentali.

Love Is A Dumb Sport, l’ascensionale brano di apertura dal titolo dissacrante ci proietta da subito in una dimensione votata alla sublimazione dei rancori. Stilemi di post rock misti a stanze instrumental impreziosiscono la canonica traccia. Psychotropic Face, un volto ignoto dall’espressione accattivante ci sorride. Intorno a noi il buio si rompe, la luce irradia le pareti di una stanza chiusa e vuota. L’alba di un nuovo giorno irrompe nella nostra vita. Le chitarre come protagoniste assolute del pezzo più sperimentale dell’album. Djoser Pyramid, nella primanide del fondatore dell’Antico Regno d’Egitto sono custoditi tutti i segreti di un ignoto passato. Il brano altamente melodico vuole imporsi come masterpiece di genere. Fibonacci Pissing Sequence: chi l’ha detto che un mito non possa essere sfatato? Inizialmente lenta e ermetica, la traccia di chiusura si evolve in una mastodontica sequenza post rock da commiato.

I live dei the Singer is Dead si incentrano principalemente su una forte presenza scenica. Se Nietzsche affermava (per volontà del nichilismo) che Dio è morto, la band milanese ritiene sia necessario annullare (metaforicamente parlando) la figura “ingombrante” del cantante. Così da poter lasciare uno spazio immacolato ed assoluto a disposizione dell’aspetto puramente sonoro della musica.

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