Force of Denial – Times of Strife
Recensione dell’EP “Times of Strife” (DBNO Records, 2023) dei Force of Denial. A cura di Antonio Margiotta.
Tastiamo il polso dell’hardcore (in tutte le sue possibili derivazioni) non solo negli US ma anche in Europa e anche qui la risposta non può che lasciare soddisfatti: la scena è più viva che mai. A provarlo ci sono queste quattro tracce del nuovo EP dei tedeschi Force of Denial, pubblicate dalla DBNO di Colonia, label indipendente da tempo in prima linea nella promozione del migliore hc punk teutonico.
Come evidente a partire dall’artwork siamo di fronte a sonorità straight edge, proposte qui in una chiave metallic contemporanea vicina alla proposta di nomi come Magnitude e Broken Vow. Un sound dunque che mixa potenza, velocità e introspezione sul piano dei testi, alla ricerca di vie alternative alla deriva individuale e collettiva di cui oggi ci si sente preda. La formula è dunque consolidata, e non offre spunti nuovi all’ascolto, ma quello che colpisce nei 12 minuti di durata dell’EP e l’ispirazione di ogni pezzo, la costruzione dei brani dove si susseguono perfettamente incastonati gli elementi chiave del genere.
Troviamo dunque una sapiente alternanza di yelling e voci pulite, breakdown memorabili, lead di chitarra melodici, mid-tempos e batterie martellanti che sapranno fare la felicità degli hardcore kid di tutte le età, ma che soprattutto si lasciano ricordare per la loro freschezza. Un punto a favore enorme in uno scenario affollato da uscite spesso intercambiabili, dove non mancano in questo caso anche collaborazioni di livello: la prima è quella con i connazionali Spark, straight edge band di ispirazione youth crew autrice di un ottimo album di debutto nel 2022. La vera ciliegina sulla torta è però il feat nella title track Time of Strife con Russ Bussey dei Magnitude, tra i nomi più quotati dell’attuale scena hardcore a stelle e strisce, freschi di pubblicazione di uno dei migliori album hc del 2023 e che abbiamo recensito qui. Il pezzo suona decisamente come un anthem straight edge, con le sue dichiarazioni di resistenza nei confronti delle forme di autodistruzione verso cui i contesti sociali spingono troppe volte gli individui in tempi di conflitto.
Un conflitto che si consuma all’interno e all’esterno di noi, che spesso ci porta a rinunciare alla nostra identità per sprofondare nell’alienazione: ma piccole, potenti schegge di musica come queste quattro tracce sono qui per ricordarci che esiste un’altra possibilità.




