De.Stradis – Duale

Recensione dell’EP “Duale” (Sun Village Records, 2023) di De.Stradis. A cura di Antonio Margiotta.

EP d’esordio solista per De.Stradis, nome d’arte del cantautore bolognese di origini pugliesi Vincenzo Destradis, già operativo a livello musicale negli ultimi anni con Mangroovia e Westfalia, quest’ultimi tra i partecipanti di X Factor 2021.

Una proposta condensata in sei pezzi usciti per Sun Village Records con il supporto del bando Puglia Sounds Records 2023, con cui il musicista si presenta in solitaria mescolando pop, R&B, hip hop ed elettronica. Marchi di fabbrica già presenti nei precedenti progetti che qui trovano nuova linfa vitale oscillando tra atmosfere alla Chet Faker e rimandi al pop contemporaneo di nomi come Omar Apollo.

Non manca la già citata quota di black music, con vocalità pronte ad alternare cantato e rap mentre in sottofondo si dispiegano basi atmosferiche, pronte a evolvere in modo inaspettato come accade nell’apertura affidata a Ombre. E proprio un punto caratteristico dell’EP resta la sua mutevolezza, il dinamismo con cui riesce ad alternare fasi diverse, passando dall’ironia alla malinconia, dal movimento concitato alla lentezza. Una parabola che funziona bene soprattutto nelle parti più pop del disco, dove l’interpretazione e la scrittura di De.Stradis emergono in modo più convincente.

Da questo punto di vista merita una menzione Quadri d’autore, tra i brani più riusciti della proposta grazie a un intro con voci effettate piuttosto evocative che lasciano spazio a un incedere lento e introspettivo, con un ritornello che si piazza tra i più efficaci di questo “Duale”. E non è forse un caso che proprio il concetto di dualità costituisca il fulcro di questo lavoro: emotività e razionalità, pop elettronico e hip hop, energia e pause inaspettate che si sommano nell’arco dei 22 minuti di durata.

Connubi non sempre perfettamente funzionanti, ma in cui si riconosce un timbro personale che in futuri lavori potrebbe evolvere in modo ancora più genuino.

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