Kuadra – DISCODURO

Recensione dell’EP “DISCODURO” (Icons Creating Evil Art, 2023) dei Kuadra. A cura di Maria Balsamo.

“Discoduro” è il nuovo EP dei Kuadra, band rap metal italiana originaria di Vigevano. Prodotto dall’etichetta svedese Icons Creating Evil Art, ruota attorno a sei canzoni incentrate principalmente su argomenti come lo spaesamento provocato dalla società del controllo umano e dalla iperdigitalizzazione della realtà che ci circonda. Nelle sei tracce troviamo anche il senso di rifiuto nei confronti del capitalismo, odio non celato che sfocia in una sorta di utopia sociale.

Gloryhole è una traccia pura di rap, rinfrescata da spruzzate gelide di elettronica. Il metal entra con prepotenza nel brano per essere portavoce di rimostranze espresse in musica. Nell’abisso della gloria possono finirci davvero tutti, il segreto sta nel trovare sempre una via di fuga in risalita. Robinhud, simulacro di una coscienza popolare sopita. Il brano racchiude un soliloquio in note, intriso di domande esistenziali fin troppo scomode. Quanto sei disposto a scavarti dentro per riscontrare (persino dentro di te) il germe della follia? Barabba, l’Italia è un paese abitato da traditori? Distorsioni di chitarre preannuciano un fiume in piena di attacchi mirati all’ego collettivo. Fatetutticomeme è un vademecum sul come sopravvivere ad una realtà ingombrante che vuole ingoiarti nel qualunquismo. Protagonista del brano è la voce, vera ed unica performer della scena rap.

I Kuadra sono composti da Yuri La Cava alla voce e testi, Emanuele Savino alla chitarra, Van Minh Nguyen alla batteria e Simone Matteo Tiraboschi al basso. Nel 2006 formano la band per affrontare diversi temi sociali che riguardano soprattutto l’esistenza umana.

Il titolo del loro nuovo EP “Discoduro”è una sorta di disfacimento lessicale dell’emblema della parola “disco d’oro”. Un lavoro dissacrante che si aggrappa ai fenomenali ricordi degli hard disk, (ormai) atavici custodi della memoria discografica internazionale.

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