…A Toys Orchestra – Midnight Again
Recensione del disco “Midnight Again” (Santeria, 2024) degli …A Toys Orchestra. A cura di Paolo Esposito.
Gli agropolesi …A Toys Orchestra hanno alle spalle qualcosa come 25 anni di carriera. Col tempo la loro non vastissima ma selezionata produzione li ha resi una vera e propria cult-band, inserita in un panorama come quello indipendente italiano che spesso fa fatica a trovare punti di riferimento. A partire dall’esordio di “Job” (2001), per finire con “Lub Dub” (2018), la discografia degli …A Toys Orchestra rappresenta ormai una piccola costellazione piena di dischi, pezzi e idee che brillano di luce propria.
A distanza di sei anni, per l’ottavo lavoro in studio la band di Enzo Moretto, Ilaria D’Angelis, Raffaele Benevento e Alessandro Baris torna al passato e per la terza volta sceglie quale tema portante quello della mezzanotte. Si rende subito necessario spoilerare che rispetto ai primi due capitoli della trilogia, “Midnight Talks” e “Midnight (R)Evolution”, con “Midnight Again” il livello si alza in modo considerevole in termini di composizione e produzione.
Il lento incedere di Hallelujah ci introduce da subito in uno scenario che rende bene l’intenzione della band di voler descrivere atmosfere notturne, fatte di minimalismo condito da pochi ma significativi squarci di chitarra e synth. Di stile diverso è Life Starts Tomorrow, un piccolo viaggio nel blues a tinte scure che scorre gradevole ai lati di lampioni che copiosamente scorrono sullo sfondo, un viaggio che trova il suo seguito naturale in Goodbye Day.
La nostalgia di una ballata dominata dal piano si affaccia nella coheniana Take Me Home, a un terzo del percorso iniziato a mezzanotte la casa diventa una meta visibile in lontananza ma assente, come ribadito nell’altrettanto struggente Miss U. Con Sometimes I Wonder siamo invece in un club con pochi intimi, a bere un buon distillato e a raccontarci i nostri peccati. È il momento più buio della notte, quello della riflessione a voce bassa, il momento giusto per l’intimismo di Whatever We Are.
I giri risalgono in modo considerevole con Our Souls, una botta d’energia in perfetto stile post-punk moderno che fa da apripista all’acustica e corale Midnight Gospel. E’ il preludio a un nuovo momento di introspezione con Out Of Control, che trova il suo complementare in Hero, un urlo intenso, quasi disperato, accerchiato dalla magia di tenebre musicali che raggiungono lo scopo in modo più che efficace. E’ il preludio alla fine dell’oscurità, sancita da OCD Lullaby.
Nel breve volgere di 12 tracce, “Midnight Again” – dal punto di vista temporale e metaforico – ha quindi il potere di evocare la notte: tempestosa oppure stellata, casalinga oppure di strada, d’attesa trepidante, di riposo o in movimento. È un disco che si fa ascoltare con piacere e coinvolgimento emotivo perché sono evidenti gli anni di lavoro passati da Enzo e gli altri a scrivere, comporre e incidere.
I precedenti capitoli di pop alternativo a firma …A Toys Orchestra si arricchiscono quindi di atmosfere wave, dark ed elettroniche. I testi – cantati con diverse sfaccettature anglo-americane da Moretto, con il prezioso supporto di Ilaria D’Angelis – col passare degli anni sono maturati, permeandosi di quella vena sempre più cantautorale che manda “Midnight Again” letteralmente in orbita.




