NxWorries – Why Lawd?
Recensione del disco “Why Lawd?” (Stones Throw Records, 2024) degli NxWorries. A cura di Haron Dini.
Cosa succede quando soul e hip hop si incontrano? Non è la prima volta che questi due mondi, creati principalmente dalla comunità afroamericana, si incrociano, ma non è mai stato facile coniugare un’espressione artistica così devota con un’altra così radicata nella cultura di genere e suburbana. I grandi esponenti sono arrivati gradualmente; pensiamo a “The Miseducation of Lauryn Hill” di Lauryn Hill, forse il caposaldo dell’unione tra i due generi, o a qualcosa di relativamente recente come “To Pimp a Butterfly” di Kendrick Lamar, che rappresenta anch’esso al meglio questa fusione. Di carne al fuoco dunque ne esiste parechia, ma non tutti i tentativi sono così rilevanti.
Non bisogna però perdere la speranza perché il progetto NxWorries, che vede Brandon Paak Anderson alla voce (già noto nel panorama) e Glen Earl Boothe, aka Knxwledge, come producer, è un superduo che con il passare degli anni sta ottenendo un discreto successo in questo panorama di hip-hop revival. Provenienti principalmente da SoundCloud, i loro brani sperimentali stanno iniziando a totalizzare milioni e milioni di stream, tanto che inizialmente il progetto non aveva nemmeno un nome e doveva essere semplicemente un modo per archiviare i pezzi scartati dei due artisti. Il progetto, man mano, si evolve e diventa noto anche ai più famosi e conosciuto anche fuori dal settore, e dopo poco tempo arriva il primo contratto con la Stones Throw Records.
Dopo il bellissimo debutto “Yes Lawd!“, ci sono voluti ben otto anni per il secondo capitolo, “Why Lawd?“, che alla fine si presenta come un seguito aggiornato, senza perdere la consueta tematica che rappresenta l’hip hop/soul. Il punto di forza, però, non risiede solo in questo. Bisognerà osservare gli ospiti per capire quanto “Why Lawd?” sia un lavoro certosino sotto ogni aspetto. Qui troviamo artisti del calibro di Dave Chapelle in ThankU, Thundercat in KeepHer, Charlie Wilson, George M. Duke, il grande bassista jazz Stanley Clarke e, infine, la punta di diamante, sua maestà Snoop Dogg nel brano FromHere. Con queste premesse ci troviamo davanti a un album ben studiato, ben cantato, ma soprattutto suonato come si deve. Un album che ha avuto una lunga gestazione, ma che, prendendosi i suoi tempi, si presenta come un’opera che appartiene alle grandi scuole di genere e che non ha nulla da invidiare a nessuno. Prendendo l’enfasi di Marvin Gaye, il groove di Curtis Mayfield, la poetica di Stevie Wonder e tutto l’essenziale dell’hip hop moderno, la tracklist non può che essere ricca di gemme sonore, intellettuali ed immediate.
“Why Lawd?” è una raccolta che prende la storia del soul e la rende contemporanea con il potere dell’hip hop e del rap, ospitando artisti storici, di nicchia e anche emergenti, sublimando tutto nel migliore dei modi. Un album destinato a entrare nelle top ten di genere ma che probabilmente sarà anche surclassato, almeno mediaticamente, dal prossimo album in uscita di Eminem. Quindi, fatelo vostro e rendetegli merito.




