Sumac – The Healer

Recensione del disco “The Healer” (Thrill Jockey, 2024) dei Sumac. A cura di Lucio Leonardi.

Quando nella lista delle recensioni di giugno ho visto il nome Sumac mi sono fiondato a prenotarmi. Per intenderci, ero a conoscenza, già da un po’, dell’uscita del nuovo di Aaron Turner e soci, ma non credevo di riuscire a scriverne finalmente qualcosa (di solito sono sempre più veloci gli altri ad accaparrarsi i migliori album purtroppo, rido N.d.r.). Solo che tutta questa foga nell’accaparramento si è tradotta, dopo aver ascoltato il suddetto, nel non saper da dove cominciare, né tantomeno come proseguire.

Io ci provo, e probabilmente sarò pure sintetico, non che ci sia poco da dire, ma un’opera così complessa va prima di tutto ascoltata, poi assimilata, poi, forse, raccontata.

Ormai tutti – o almeno chi è avvezzo a certe sonorità post – conoscono Mr. Turner, mente dei sempre tanto rimpianti Isis, e ormai anima e corpo di questa macchina tellurica di nome Sumac, arrivata al quinto album, non contando i vari Ep e i 3 album coadiuvati dal maestro di stramberie noise Keiji Haino. Con questo nuovo “The Healer” i nostri non cambiano praticamente nulla, ma rispetto al predecessore, che risultava sottotono, riescono, finalmente al meglio, a fondere le intuizioni free dei lavori con il musicista giapponese alle pesantezze sludge, schiacciasassi, slabbrate e annichilenti del loro già ben rodato sound.

Ne viene fuori forse il loro miglior lavoro, sicuramente il più lungo, ma non il più difficile (forse perché già sappiamo cosa aspettarci da loro, d’altronde perché cambiare un suono così personale, e sì, anche originale?). Il loro modo di creare musica si fa definitivo, arrivati così come sono ad un punto di non ritorno, da cui probabilmente sarà difficile uscire, o semplicemente proseguire, dato che “The Healer” sembra il traguardo massimo della bestia Sumac.

Non sarebbe affatto male come chiusa, ma tutti, o quasi, conosciamo Aaron, quindi vedremo cosa ci riserverà in futuro, se le mie intuizioni risulteranno vere o troverà nuovi modi espressivi per sbalordirci ancora.

Intanto gustatevi questo grandissimo lavoro, potente, comunicativo, devastante emotivamente, annichilente, bellissimo, di sicuro tra gli highlights di questo 2024.

Post Simili