Camerata Mediolanense – Atalanta Fugiens

Recensione del disco “Atalanta Fugiens” (Auerbach Tonträger, 2024) dei Camerata Mediolanense. A cura di Sara Fontana.

Nuovo capolavoro sonoro per i Camerata Mediolanense, “Atalanta Fugiens” è un album trascendentale, toccante, sensuale e fiero composto di narrative e canti in stile popolare ed operistico trasportati e modificati dall’alchimia elettronica, un genere che la band italiana ci ha fatto apprezzare durante tutta la sua carriera.

Le canzoni risentono di un canto corale fastoso, un gioco di voci fatto di eteree parti femminili alle quali si contrappongono le più terrene ed ampie melodie maschili in uno scambio tra Cielo e Terra dove gli accompagnamenti musicali, fluidi come Acqua, sono fatti da una parte strumentale ritmica ed infuocata nella quale tastiere e strumenti elettronici si prendono per mano con quelli classici.

Uno dei brani che ho più apprezzato è Arpie con il suo racconto che mi riporta al Teatro greco, ma anche a quello sperimentale, sottolineato da suoni ambient, ritmiche militari industrial e abbellito da parti melodiche e sampler che lo rendono un capolavoro nel capolavoro.

Impossibile ascoltare questa opera d’arte senza farsi trasportare sentimentalmente. Il connubio elettro acustico non ha difetti, il suono è pieno e preciso da qualsiasi device lo si ascolti, fosse anche un telefono di 2000 anni fa come il mio.

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