Nel mio mare amaro ma non sono manco triste: “Amaro Succi”, il primo romanzo di Giovanni Succi

L’immaginario in cui siamo immersi non è solo la somma delle parti/ossessioni varie ed eventuali, ma una vera e propria discesa nella visione succiana del cosmo con una scrittura che può vantare il più straordinario dei successi: assomigliare soltanto a se stessa.

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– Oh, tu Succi ce l’hai presente?
– Succi, Succi… Ah, ma tu intendi Giovanni Succi frontman, chitarrista, cantante, autore di testi e musiche per Madrigali Magri, La Morte e Bachi da Pietra?
– Proprio quel Giovanni Succi! Ora ha scritto anche un libro. È uscito quest’anno, è un romanzo autobiografico ma anche universale,
intimo ma di ampio respiro. È un romanzo che parla di noi, del paese reale, delle nostre ambizioni, delle sconfitte; ma anche di battaglie gloriose, di metal, di Germi, di alcool, di oche e di Dante.
– Ok, ma un libro nel 2024… Va bene dai, come si chiama?
Amaro Succi.
– Ma quello non è l’amaro che si portava dietro ai concerti?
– Eh…

Alla fine Giovanni Succi un libro lo ha scritto per davvero. Probabilmente glielo avranno chiesto in tanti nel corso degli anni. Riesco quasi a visualizzare la sequenza: a fine concerto una nicchia raccolta e stoica di fan accaniti gli si avvicina, forte del coraggio dei timidi, apostrofandolo con un ventaglio di domande ampio ma non sconfinato.

Mi immagino che uno degli interrogativi ricorrenti possa essere proprio questo: “Ma tu, quando lo scrivi un romanzo? Cioè, se non lo scrivi tu…”
Congettura elementare, d’altronde Giovanni Succi danza con la parola come pochi altri nel panorama; le rime Bachi da Pietra sono incise in punta di grafite sulla pelle degli ascoltatori più incandescenti e fedeli.

Che basti la poesia in musica di Dio del suolo per archiviare definitivamente la questione del merito. Succi ha sempre tenuto un faro puntato sul suo percorso artistico, ha una consapevolezza eccezionale dei propri mezzi e talenti, anche abortiti, ma non per questo si è mai arreso, anzi. Ciò che determina l’essenza dell’Insetto è proprio questo suo remare contro al destino, agitandosi con drastico vigore donchisciottesco, a volte sciogliendosi in mari lontani, a volte coagulando su una pallottola di sterco. Un percorso sicuramente non lineare, costellato spesso di decisioni capitali e dolorose.

Veniamo ora a questa opera prima: L’Amaro ha il profumo antico e umido della terra ed il gusto amaro, appunto, del cardo gobbo di Nizza Monferrato. L’opera racchiude un po’ tutte le tematiche care al Nostro: la letteratura italiana del Cinquecento, il loop di carne alla grande (inteso come eterno passaggio di testimone di glorie e maledizioni), il rock’n’roll, Dante e lo spettro di un riscatto familiare rimandato ad infinitum.

Il tutto è amalgamato brillantemente; l’immaginario in cui siamo immersi non è solo la somma delle parti/ossessioni varie ed eventuali, ma una vera e propria discesa nella visione succiana del cosmo. Con il filtro-Succi riusciamo anche noi a vedere il suo (ma anche un po’ nostro) Dante in autogrill, che qui ricicla il personaggio di Virgilio e lo interpreta alla stragrande; siamo con lui a sguazzare nel fango di un festival leggendario, siamo al suo fianco durante il suo assurdo ingresso nel mondo delle arti performative.

La scrittura è sapiente, consapevole ma non boriosa, colta, dosata, che può vantare il più straordinario dei successi: assomigliare soltanto a se stessa. Certo, è una narrazione autobiografica in cui è inevitabile uno sbrodolamento dell’ego, come in tutte le opere prime. Nonostante la pulitura, qualche squama rimane attaccata, qualche lisca si incastra sempre fra i denti. Ma sono proprio queste deviazioni dalla perfezione che disegnano i cardini dell’esistenza, che si meritano l’esclusiva nel backup dei nostri ricordi, altrimenti sai che palle?

Arrivati alla fine della strada quasi ci sembra di vederla la sua porta, nascosta nelle profondità degli abissi; perché tutti noi siamo alla ricerca di quella porta, da sempre, per sempre.

E se non si noterà
la circolarità
mastica
ma sti ca

Autore: Giovanni Succi
Uscita: 01/03/2024
Editore: Valigie Rosse
Pagine: 146
Prezzo: € 14,25

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