The The – Ensoulment
Recensione del disco “Ensoulment” (Cineola/earMUSIC, 2024) dei The The. A cura di Haron Dini.
Negli ormai suoi quarantacinque anni di carriera, Matt Johnson, mente del progetto The The, si è sempre distinto per la sua vena intimista e solenne, una sorta di Nick Cave ma con un approccio tematico molto più introspettivo. La sua evoluzione artistica è avvenuta attraverso vari generi, dal post-punk e new wave all’art pop e industrial, sviluppando uno stile mutevole ma sempre riconoscibile. Johnson ha mantenuto uno spirito nomade, collaborando con artisti di fama internazionale come Vinnie Colaiuta, Marc Almond, David Johansen, Johnny Marr (ex-The Smiths) e Sinéad O’Connor. Questi legami hanno contribuito al suo successo critico e commerciale, con album come “Infected“, “Mind Bomb” e “Dusk” che hanno lasciato un’impronta significativa nella musica inglese degli anni ’80 e ’90. Questo periodo rappresenta l’apice della carriera di Johnson, con un seguito quasi pari a quello dei Depeche Mode, nonostante la sua tendenza a mantenersi distante dalle dinamiche del music business.
Non tutti sono riusciti a comprendere appieno il tema dell’anima e le successive problematiche legate alla salute mentale. Tuttavia, questi argomenti dolorosi hanno arricchito la musica di Matt con un elemento cruciale: la psichedelia. Dopo un lungo silenzio, il ritorno di Johnson con gli album “Hanky Panky” e “Nakedself” è stato piuttosto discreto. Nonostante le difficoltà, ha continuato a esplorare nuove direzioni con la trilogia “The Soundtracks – Moonbug” (2012), “Hyena” (2015) e “Muscle” (2020).
Oggi, il grande ritorno dei The The si materializza con l’uscita di “Ensoulment” per Cineola/earMUSIC. Come suggerisce il titolo, il tema dell’anima ritorna, ma con sfumature più noir e blues. Il disco segna anche il ritorno del produttore e ingegnere del suono Warne Livesey ed è anticipato dal singolo Cognitive Dissident, un brano che evoca le atmosfere gelide e oscure del passato, con un testo che oscilla tra il cantato e lo spoken word, includendo alcune opere inedite dello scomparso fratello di Matt, Andrew.
In brani come Zen & The Art of Dating, Life After Life e Risin’ Above The Need, il tema spazia dall’amore al sesso, dalla guerra alla politica, dalla vita alla morte, cercando di esplorare cosa significhi essere umani nel ventunesimo secolo. “Ensoulment” riflette il passato musicale della band, ma è anche rappresentativo del cambiamento attuale del progetto di Matt Johnson, che non esita ad affrontare la complessità emotiva della condizione umana. L’intimità in un’epoca di alienazione, la democrazia nell’era della post-verità e l’inesorabile ascesa dell’intelligenza artificiale sono esplorati con le consuete note e voci notturne, da night club. Matt Johnson assume il ruolo di narratore, mentre la musica guida l’ascoltatore nei vicoli più bui e piovosi del Regno Unito, offrendo una vera e propria passeggiata notturna nelle città inglesi.
Dopo 24 anni, questo ritorno era molto atteso, con la curiosità su ciò che Matt e la band avrebbero proposto questa volta. Il risultato può essere considerato una sorta di memoir musicale che racconta non solo la storia dei The The, ma anche la dimensione personale di Matt Johnson. “Ensoulment” si presenta come una musica cinematografica, da film noir, illuminata solo dalle luci delle strade, un blues suonato dai demoni della vita.




