God Is An Astronaut – Embers
Recensione del disco “Embers” (Napalm Records, 2024) dei God Is An Astronaut. A cura di Fabio Gallato.
Ormai emblema vivente di un certo post-rock che si autoalimenta e si autocelebra senza la volontà, né tantomeno la necessità, di rinnovarsi, i God Is An Astronaut rappresentano una vera e propria comfort zone per i più accaniti appassionati del genere. La band irlandese è giunta al dodicesimo album in studio, di cui almeno una buona metà — per comodità, la più recente — è composta da dischi sostanzialmente intercambiabili.
Con il nuovissimo “Embers”, i fratelli Kinsella tentano di deviare leggermente la loro traiettoria, inserendo nella loro formula ormai collaudata elementi etnici e mistici, mettendo in scena una sorta di viaggio che attraversa vari angoli del globo, con soste in India, Medio Oriente, Grecia e, ovviamente, nella loro madrepatria Irlanda. Tuttavia, più che come una vera immersione in culture lontane, il tutto suona come una visita guidata ad uso e consumo del turista del post-rock, simile a un giro su uno di quei pullman scoperti che intralciano i viali delle città, ormai parte integrante del panorama urbano, che ormai non ci si fa più caso in questi tempi di overtouris.
Sia chiaro, in “Embers” non c’è nulla che sfiguri: i God Is An Astronaut sanno d’altronde molto bene quali tasti premere e quali no, e quando introducono sonorità che apparentemente sembrano esotiche, sono ben attenti a tratteggiarle senza mai davvero integrarle nelle tracce, mantenendo chiari e ben definiti i confini entro cui il loro sound si è consolidato negli anni. Ne esce un lavoro puramente didascalico, fin troppo misurato, in cui manca quasi del tutto quella verve aggressiva che caratterizzava i loro migliori lavori, così come quella dimensione emozionale che è un po’ il succo del post-rock.
Voglia di rischiare, dunque, pari allo zero assoluto: dai God Is An Astronaut non ci aspettavamo certo chissà quale slancio rivoluzionario, ma per un’oretta scarsa di post-rock scolastico, utile per un sottofondo distratto e nulla più, si può rivolgersi altrove.



