John Lennon oltre la musica, sul serio: “Sto solo dormendo”, il nuovo libro di Stefano Scrima
Un volume perfetto soprattutto per chi Lennon lo conosce poco, e pensa sia solo Imagine. Peccato per quell’otto dicembre. Questo libro sarebbe stato più lungo.

Lennon o McCartney? Non sarebbe corretto visto la scomparsa prematura di uno dei due contendenti, non li abbiamo entrambi presenti – purtroppo. Ma poi, perché sempre questo confronto? Certo, pure loro ci marciavano un po’, con frecciatine varie. Musicalmente a tutti gli effetti diversi, ma decisamente compatibili in studio. E se la mettessimo invece sulla filosofia, e lasciassimo perdere la musica? Probabilmente, quasi senza pensarci due volte, avremmo la forte sensazione che Lennon fosse il più pronto dei due (o dei quattro?) a entrare in detta area del pensiero umano. Forse per gli occhialetti, forse per la presenza di Yoko Ono, forse per il “give peace a chance”, eppure viene spontanea tale supposizione.
Edito da Arcana, “Sto solo dormendo“, in cui la parlantina di Stefano Scrima vuole aiutarci in questa scoperta, o magari conferma. La citazione di Lennon all’inizio del libro recita “Non esiste nulla di concettualmente migliore del rock’n’roll” e già qui io personalmente vengo preso in contro balzo dalla possibilità che Lennon scherzasse, spesso essendo un genuino provocatore, prima ancora che artista. Lo pensava davvero? Forse, forse no. Ma l’ha detto – quello conta. Tra il dire e il fare, tra il pensare e il dire.
Le prime pagine non fanno che confermare questo: Lennon, forte della sua consapevolezza e consapevole della sua forza (wow…) non le mandava a dire, infatti. Fin dalla giovanissima età, quando in tempi non sospetti, quasi prevedeva inconsapevolmente dove stesse andando il mondo, cullato dal nuovo capitalismo post-guerra.
Bertrand Russell dice che il lavoro è stato trasformato in virtù morale, dovere, dai potenti per soggiogare chi il potere non ce l’ha (per farli lavorare al posto loro, appropriandosi poi di gran parte dei loro profitti), edificando così una società diseguale che si ritiene nonostante tutto la migliore possibile immaginabile
L’autore per aiutare Lennon cita Bertrand Russell. Si fa decisamente sul serio e il libro prende subito velocità, piccolo come si presenta non poteva certo perdersi in chiacchiere. Troviamo Lennon che ben prima di quanto un ascoltatore casuale potesse sospettare, fin dai primissimi anni di successo, mette in dubbio sia se stesso che il suo ruolo che riconosce quasi di dover recitare per portare la pagnotta a casa, proprio come un lavoratore qualsiasi, comunque sofferente di un’insoddisfazione più o meno evidente. Scende al nostro livello, o lo è sempre stato, a prescindere da chi fosse artisticamente (i Beatles come la FIAT, mi verrebbe da dire), anche lui avrebbe voluto grattarsi le palle più spesso del dovuto e godersi una giornata su una panchina del parco a non far nulla.
Ovvio, ma il bello dove sta? Sta nel fatto che non lo ha mai nascosto, e innumerevoli sono le citazioni presenti a confermare la tesi. “Help!” grida, e lo gridava sul serio – poche volte autobiografico (agli esordi! Dopo invece…) come in quegli intramontabili versi. Ma proprio con le pagine del libro che scorrono piacevoli e veloci deliziate da aneddoti di vita comune, l’autore dipinge fortemente un John Lennon sonnolento e quasi addormentato, beato nei suoi pensieri, artistici o meno. Una difesa, motivata o meno, dell’ozio – e non ce la si sente di storcere il naso, che ci sarebbe di male a rallentare? È una carrellata musicale, si passa di stazione in stazione, di canzone in canzone, nel sottofondo di quel che viene descritto. Come se fosse stata una lunga compilation che l’autore cerca di individuare nelle varie tappe della sotto-discografia lennoniana. Ci si ferma a lungo, ovviamente, su “I’m only sleeping”, che dà il titolo anche al libro che ho davanti agli occhi, non per niente.

Si parla, tramite la figura pop di Lennon, di contrapposizioni quali pace e libertà opposte a lavoro e ricchezza. Si scomodano personalità come Timothy Leary e i suoi miti lisergici, Nietzsche, Platone col mito della caverna, Lewis Carroll di Alice. Lennon ne prendeva in prestito a piene mani, inconsapevolmente o meno, e diveniva uno di loro, tutti insieme per risvegliare le coscienze normali, eppure lui voleva solo… fermarsi a dormire, rallentare, ma invece non faceva altro che puntare a rompere quel sonno della ragione che andava così bene a braccetto con il capitalismo.
Poco oltre la metà della lettura i Beatles scompaiono e le pagine del libro, sempre instancabilmente e non permettendo il minimo momento di pausa, ci mostrano John che vorrebbe davvero rompere tutto, disilluso e arrabbiato per essere stato imbrogliato lui stesso dal sistema, scoperto di farne parte pure lui. C’è’ Yoko Ono a riordinargli le idee ma soprattutto è palpabile la rabbia, nelle dichiarazioni ai giornali e, anche se incanalata in un irrequieto pacifismo, nella musica. Non si perde un attimo, si gira subito pagina, la vita di Lennon e il suo pensiero scorrono facili descritte come in un flusso di coscienza.
L’idea di cambiamento è diventata una moda con cui atteggiarsi, ma nessuno ha poi fatto realmente qualcosa per cambiare se non farsi crescere i capelli.
Si sente quasi truffato proprio forse come, oso dire, il suo stesso assassino e le sue assurde ragioni per far fuori il fondatore dei Beatles? Tutto questo astio, questa rabbia porta la musica di John a essere strumento per la propaganda, magari non perfettamente lineare ma sincera, almeno da parte sua, che non ha nulla da perdere, almeno in termini di vendite di dischi. I testi sono chiari e diretti, e qualche album fa decisamente flop, anche per quello… e capisci perché non ce la faceva più nei Beatles. Avrò sentito decine di spiegazioni, chissà quante accuse a Yoko Ono, ma questo libro, tramite le stesse parole di Lennon, mostrate sempre ad avvalorare ogni spiegazione, dispiega chiaramente il Lennon idealista e individualista, votato a parlare per sé in direzione della gente, e non tramite i Beatles o Epstein o dei contratti discografici da rispettare o stazioni radio da far felici.
Il libro termina bene, si legge anche in una lunga serata sul divano, magari con a disposizione un facile accesso a tutte le canzoni che appaiono all’orizzonte. Sembra di aver visto un bel documentario, di quelli che trasudano autenticità, a tarda notte. Un libro soprattutto per chi Lennon lo conosce poco, e pensa sia solo Imagine. Davvero tanto viene spiegato tramite i testi, anche io non pensavo Lennon fosse stato sempre così pesantemente autobiografico nelle sue canzoni. Peccato per quell’otto dicembre. Questo libro sarebbe stato più lungo.
Autore: Stefano Scrima
Uscita: 21/06/2024
Editore: Arcana Edizioni
Pagine: 96
Prezzo: € 12,00
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