SAAM – Per ogni caduta, una terra amata

Recensione del disco “Per ogni caduta, una terra amata” (Pioggia Rossa Dischi / Non ti seguo Records, 2024) dei SAAM. A cura di Daniele Cipolletti.

“In Italia non esiste una scena musicale unita!”,
“All’estero è tutta un’altra cosa!”
“Ma dove pensi di andare da indipendente?”

Se anche tu continui a fare le solite chiacchiere da bar come in questo caso molto probabilmente dovresti prestare attenzione alle prossime righe perché qua parleremo di una realtà e di una scena tutta italiana.

Grazie ai SAAM per averci regalato questo prezioso disco, “Per ogni caduta, una terra amata”, un tassello che va a comporre un mosaico ben più grande di quello che possiate pensare.

Ispirati in primis dai Marcovaldo e sicuramente da tutta la scena Screamo italiana, i SAAM ci hanno regalato un album capace di accarezzarti il viso, farti sentire il tepore di un abbraccio, coccolarti e farti addormentare per poi tirarti giù dal letto a schiaffi in faccia. Capaci di creare un connubio di suoni che variano da arpeggi onirici ispirati dal math rock per poi distorcere tutto il loro arsenale musicale e trafiggerti l’anima, queste canzoni hanno qualcosa da raccontare, così come la scena musicale di cui fanno parte.

Apro una piccola parentesi (che piccola non sarà) per contestualizzare la grandezza e l’importanza di queste band, della scena screamo, emoviolence, math rock italiana, composta da musicisti incredibili, grafici, fotografi, organizzatori, illustratori, scrittori, two-steppers e ragazz* con il cuore in fiamme che si sbattono per cercare di suonare, organizzare e far emozionare chiunque sia disposto ad accogliere dentro di sé questa incredibile realtà.

Il pippone iniziale è stato fondamentale in quanto si cerca sempre di andare oltreoceano per cercare alternative “valide” ma non ci si sofferma quasi mai nell’underground italiano dove il proliferarsi di band talentuose è all’ordine del giorno. Band come i SAAM non sono semplicemente musicisti: sono narratori, poeti e artisti capaci di trasformare esperienze ed emozioni in suoni che arrivano dritti al cuore.

Il loro album non è solo una raccolta di brani, ma un viaggio emozionale che ti accompagna attraverso paesaggi sonori intensi e mutevoli, dove ogni nota sembra voler raccontare una storia di lotta, crescita e resilienza. Dai momenti più delicati e sognanti agli attimi di pura esplosione sonora, i SAAM dimostrano che non serve guardare lontano per trovare qualcosa di autentico e travolgente.

Nulla è lasciato al caso, neanche la primitiva copertina semplicissima ma di grande effetto, sembra quasi una rinascita dalla terra verso un qualcosa di più grande.

Concludo citando una parte di testo di un brano degli Stegosauro:

Prima che tutto si riduca ad un riassunto
Prima di dissolversi dentro al rumore
Vorrei sentirmi parte di qualcosa di più grande di noi
E scrivere un elenco di quello che ci serve per chiudere un cerchio

Ognuno di noi vorrebbe far parte di qualcosa di grande, l’invito è proprio quello di andare a scoprire queste intense realtà.

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