Flake – Flake feiert Weihnachten

Recensione del disco “Flake feiert Weihnachten” (Snow Flake, 2024) di Flake. A cura di Sara Fontana.

Christian Flake Lorenz, tastierista dei Rammstein e mio membro preferito della band (assieme a Paul Landers), è uscito il 22 novembre con “Flake feiert Weihnachten

Per coincidenza, ho registrato alcuni brani per pianoforte per un film alla fine dell’anno scorso e avevo ancora un po’ di tempo. Dopodiché ho trovato alcuni ospiti che si sono divertiti a partecipare a questo progetto: Joey Kelly, Doro Pesch, Stumpen von Knorkator, Thousand Tons of Fruit, Andrea HüberRhone, Micha di In Extremo, Jenny Rosemeyer, Käptn Peng, Icke & Er e Farin Urlaub. Ne ho bisogno anch’io adesso, magari chissà si aggiungerà più gente e potremmo farne un secondo capitolo. Natale arriva sempre, non puoi fareci niente. Grazie e cordiali saluti, Flake

È ciò che il musicista dichiara a proposito del suo lavoro.

Forse potrei essere imparziale nel recensire l’album visto che i miei pensieri per lo più si scontrano a sprangate contro quelli trovati in rete su blog tedeschi, dove si dice pure che questo lavoro sia orrendo ed inascoltabile, troppo politico, surreale e blasfemo e manca di rispetto ai Canti Natalizi. Beh, su questo sono d’accordo, ed è ciò che mi fa amare “Flake feiert Weihnachten”, album in cui si alternano parti cupe a nostalgie luminescenti, è mal cantato, irriverente e a tratti giullaresco, un lavoro decisamente Punk con un suono impeccabile.

A parere mio, nonostante la ridondanza dei centri commerciali, gli spot televisivi e i mercatini Natalizi, i Canti di Natale sono sempre rappresentativi di un’epoca e funzionano quando riescono a cogliere il sentimento del periodo. In quale siamo adesso?

Esattamente in quello dove Flake ci dimostra di non aver mai abbandonato i suoi vecchi abiti -nonostante il successo e la fama di cui gode- e le trasferte per concerti segreti a rischio carcere nella vecchia DDR, quel periodo in cui un muro nel 1989 venne abbattuto per farne sorgere altri invisibili, non solo a confinare le nazioni ma ognuno di noi. La guerra è finita? No.

Così il signor Lorenz decide di destrutturare tutto e narrarci il suo punto di vista su questo Natale dove attorno a noi non è rimasto più nulla, se non le solite canzoni e che tutto si confonde dal 1914 ad oggi tra stereotipi, guide sbagliate e immagini di illusione che abbiamo seguito finora per dirci che non solo i conflitti non sono terminati ma che nemmeno ci interessa che ciò avvenga.

Tra i brani che ho più apprezzato ci sono Letzte Weihnacht, cover di Last Christmas di George Michael, che vede la collaborazione di Icke&Er, Süßer Die Glocken Nie Klingen, realizzata con il frontman dei Die Ärzte Farin Urlaub e Freu‘ dich(Leise rieselt der Schnee), ove assieme a Flake troviamo i Tausend Tonnen Obst, una punk band anni ‘80 di Berlino Est. Oltre a questi mi piacciono molto anche quelli di cui sono stati realizzati prima tre singoli video: Happy XMas (War is over), Weißer Winterwald-in stile Laurie Anderson-, Oh, es riecht gut, arrangiata come un pezzo da Saloon.

Divenuti poi un cortometraggio con inframezzi di Stille Nacht, Heilige Nacht usata anche come intro che vede la presenza di Jenny Rosemeyer, Schneeflöckchen Weißröckchen con Käptn Peng ed a chiudere Fairytale of New York, realizzata assieme a Doro Pesch e Joey Kelly fedelissima al capolavoro originale dei Pogues, dove viene ricostruito un dissociato Natale in cui Flake è sempre il narratore sotto varie forme: il Boss, il Pianista inesistente al centro della famosa Tregua di Natale, l’Omino di Latta che vive in una Oz post-apocalittica o, mi viene da pensare, post-nucleare in cui utilizza ancora automatismi umani, il Cuoco Assassino(citazione ai Rammstein?) il quale rimpinza di petrolio e torte vari personaggi ed icone occidentali, occidentalizzate e dall’Occidente sottomesse, che ha lo scopo di farli estinguere nel peggiore dei modi in loro stessi.

Infine, Flake è Flake Lorenz assieme a tutti i collaboratori dei video e dell’album con un mood da Band Aid (1984) per dimostrarci che nonostante tutto andrà tutto b… Niente che andrà e basta e probabilmente ci saranno altri natali.

“Flake feiert Weihnachten” è un album politicizzato? Probabilmente sì, ma prima di tutto è un progetto socialmente impegnato. Infatti, Christian Lorenz ha deciso che tutto il ricavato verrà devoluto all’associazione tedesca Arche che si occupa dell’integrazione sociale dei bambini e delle famiglie più disagiate. E se questo non è “spirito Natalizio” cos’altro potrebbe essere?

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