Angel Olsen – Cosmic Waves Volume 1

Recensione del disco “Cosmic Waves Volume 1” (Jagjaguwar, 2024) di Angel Olsen. A cura di Francesco Giordano.

Angel Olsen ed io abbiamo un conto in sospeso dal 2019, da quando uscì un disco che personalmente considero un capolavoro: “All Mirrors“. Se esistesse un wrapped de dischi che ho ascoltato maggiormente dal 2019 ad oggi, considerati tutti i dispositivi e le modalità di fruizione, credo che stia come minimo sul podio. 

Abbiamo un conto in sospeso, dicevo. Nel 2020 sarebbe dovuta venire a suonare a Torino per il festival ToDays, data che saltò per quel macabro gioco chiamato pandemia. Da quel momento, ho iniziato a sentire che la mia vita, almeno in parte, stesse ruotando intorno a lei. Ad Angel Olsen, alla sua voce, alla sua musica. C’è stato un prima ed un dopo “All Mirrors” nella mia vita. È stata la prima artista donna a cui mi sia avvicinato davvero, ma, soprattutto, è un’artista a cui continuo a sentirmi legato in maniera profonda e sincera nonostante lo scorrere del tempo. È il suo non smettere mai di sperimentare che mi tiene incollato alla sua musica, il suo voler andare sempre oltre, il non fermarsi mai, il suo dover stare sempre e comunque in movimento. Passare da un disco pieno archi e di synth, passare dalla musica dilatata in ogni suo movimento, a dischi con le chitarre, più veloci e più istintivi, non è una cosa da tutti. Non è una cosa semplice. E adesso eccoci qui, con un disco che per metà è una compilation e per metà un album di cover. Sì, le cover, che deduco siano una sua grande passione perché già nel 2021 rilasciò un EP di sole cover (Aisles, bellissima quella di Forever Young). 

Ora, però, andiamo con ordine.

Qualche anno fa, Angel Olsen, in sordina, ha dato vita a questo progetto chiamato somethingscosmic, una nuova e piccola etichetta, ma soprattutto una nuova casa per avere “la flessibilità di pubblicare quando e come voglio con l’aiuto dei miei partner di lunga data alla Jagjaguwar”. Questa nuova uscita di somethingscosmic, “Cosmic Waves Volume 1“, è una compilation immaginata e reinterpretata come se fosse un dialogo; la prima parte presenta artisti scelti da Olsen, con ogni artista che sceglie la propria canzone per la raccolta. La seconda è una raccolta di canzoni degli stessi artisti, ma scelte dalla Olsen e registrate da lei. Ogni canzone, come è ovvio, illumina un nuovo artista che la Olsen trova spettacolare. 

Ascoltarla mentre riflette le canzoni degli artisti rivela la profondità della sua immaginazione e la sua caratura artistica. Come persona e come donna che è emersa nella scena musicale attraverso una piccola etichetta discografica, ha voluto continuare e perseguire quello spirito di scoperta peculiare in tutti i suoi lavori. Ha sostenuto e collaborato con artisti e amici la cui musica l’ha commossa.

Ha sempre detto di sentire qualcosa di unico e speciale nel coverizzare la canzone di un altro artista, perché ognuno la fa propria, o cerca di farlo, ma si impara sempre qualcosa di nuovo sul processo creativo quando ci si ritrova ad affrontare le parole e le melodie di qualcun altro in modo così ravvicinato. Personalmente, ascoltandola, mi sono accorto sempre di più che il suo mettersi in gioco affrontando diversi stili di canzoni l’ha portata a nuovi modi di pensare e di creare. 

Gli artisti scelti per “Cosmic Waves Volume 1” attingono da una miriade di suoni, epoche e ispirazioni. Il growl (voce gutturale) magnetico e la pesantezza della chitarra di Poppy Jean Crawford, il fuzz spericolato e psichedelico dei Coffin Prick, la voce ipnotica e la melodia di Sarah Grace White, il minimalismo esperto di Maxim Ludwig e il bellissimo folk da grande cielo dei Camp Saint Helene. Tutti profondamente diversi gli uni dagli altri, tutti profondamente simili al cospetto di una mecenate che sta facendo dell’arte musicale e della sua sperimentazione tutta la sua vita. 

“Grazie per aver ascoltato e sostenuto questo esperimento”, dice Olsen sul suo Bandcamp. “Se vi piace ciò che ascoltate, vi prego di sostenere questi artisti acquistando la loro musica, il merch, un biglietto per il loro concerto o parlando di loro ai vostri amici. È molto utile. Con amore, Angel”. 

Sì, Angel, lo farò, lo faremo. Grazie per avermeli fatti scoprire, ma soprattutto grazie di esistere e di fare tutto quello che fai per la Musica. Grazie per avermi accompagnato in questi anni e per continuare a farlo. Grazie di e per tutto. 

 Con amore, Francesco. 

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