Angel Olsen – Forever Means
Recensione dell’EP “Forever Means” (Jagjaguwar, 2023) di Angel Olsen. A cura di Maria Balsamo.
Angel Olsen dipinge con tinte sfavillanti un EP sul concetto di eternità, di tempo che scorre infinitamente, utilizzando una semplice tela bianca su cui imprime le linee di una figura immateriale.
Dopo “Big Time“, album del 2022, che ci aveva concesso la possibilità di osservare una nuova sfaccettatura della carriera della cantautrice del Missouri, fortemente influenzata dal folk americano, stavolta riusciamo a respirare una limpida aria dai soffi internazionali. Con l’EP “Forever Means”, prodotto dalla Jagjaguwar, Angel si sperimenta nel genere dell’art pop, all’interno di un progetto discografico dalle alte aspettative. Quattro brani che erano stati registrati durante la session di “Big Time” ma che trovano spazio in un EP a parte soltanto adesso. Co-prodotto e mixato da Jonathan Wilson, questo mini-album contiene quattro brani scritti e arrangiati durante i recenti tour della cantautrice statunitense.
La Olsen, arricchita oggi da un senso di sé più profondo, si concentra sul significato del dolore e dell’amore racchiusi nel concetto di certezza. Il sound di “Forever Means”, infatti,è il riflessodi un’artista completa e finalmente a proprio agio. Le parole forever means non abbracciano soltanto il senso compiuto delle cose ma stanno a significare anche la ricerca costante di qualcosa che sia altro. “Ero da qualche parte in viaggio“, dice la Olsen, “Mi sono fermata pensando ‘cosa significa veramente ‘per sempre’? Quali sono le cose che cerco nell’amicizia o nell’amore, e come può essere raggiungibile quel ‘per sempre’ se continuiamo a cambiare?“.
Nothing’s Free fiorisce sul punto esatto in cui l’abnegazione umana si interrompe. E da lì si comincia a chiedere il vero senso dell’esistenza. Il brano di apertura è ipnotico e a tratti angosciante, accompagnato da un duetto di sax e organo davvero innovativo rispetto al classico stile musicale della Olsen. “Out of the past these chains, I know I’ll never be more sure of anything, Here it comes no way to stop it now“. Forever Means è un soliloquio sulle verità comprese attraverso le esperienze umane. Questa old fashioned track si impreziosisce del canto profondo e sensuale della Olsen, adagiato su note che sembrano quasi silenziose, nell’intento di esaltare esclusivamente la voce della cantastorie. “Forever means always looking…”. Di Holding On Angel Olsen ha detto che è una canzone non pensata per il canto. Apparentemente blues, la traccia (assolutamente pop) chiude l’EP con un monologo struggente immerso in distorsioni sonore dalle sfumature psichedeliche.
Sulla cover di “Forever Means” è in primo piano un pensieroso volto di donna, scuro nello sguardo, esaltato da riflessi dorati. Nell’ora del golden sunset, l’acqua scura bagna e copre la figura femminile in risalto, evidenziandone l’aspetto vivido e realistico. Come in un dipinto caravaggesco, la crudità descrittiva dell’esistenza è protagonista delle linee umane e naturali, delle cose vive e di quelle surreali.
Angel Olsen ha trovato il senso personale dell’eternità: evolversi costantemente e (se possibile) per sempre.




