Ider – Late to the World
“Late to the World” è il terzo album del duo british Ider (prodotto dalla label Nettwerk) che spinge il suono della band verso una direzione più definita. Le Ider adottano un approccio minimalista e incisivo che si ispira a contrastanti texture di elettronica ed indie-rock scalpitante. Quando Elizabeth ‘Lily’ Somerville (voce solista, cori, chitarra, tastiera […]
“Late to the World” è il terzo album del duo british Ider (prodotto dalla label Nettwerk) che spinge il suono della band verso una direzione più definita. Le Ider adottano un approccio minimalista e incisivo che si ispira a contrastanti texture di elettronica ed indie-rock scalpitante.
Quando Elizabeth ‘Lily’ Somerville (voce solista, cori, chitarra, tastiera e sintetizzatore) e Megan ‘Meg’ Markwick (voce solista, cori e synth) si sono ritrovate d’improvviso a dormire in una chiesa a Barry, caratteristica cittadina costiera gallese, hanno compreso che questo album sarebbe stato molto diverso rispetto ai precedenti. Dopo un incontro rivelatore con il produttore Dann Hume, hanno volutamente abbandonato il ritmo frenetico dell’industria musicale. Hume, infatti, ha ospitato il duo per cinque interi giorni nel sua chiesa-studio a Barry. Il risultato di questa sessione è stato “Late to the World”, una album che spinge le Ider fuori dalla propria comfort zone attraverso uno sperimentalismo synth pop che richiama a tratti la new wave.
Sin dalla loro formazione nel 2016, Somerville e Markwick si sono fatte notare dalla scena internazionale grazie ad una innovativa narrativa emotiva mista ad armonie folk-pop. Il loro album di debutto,”Emotional Education” (2019) era intriso di testi dedicati ad esperienze femminili di ansia, identità e mal d’amore mentre il successivo “Shame“ (2021) ha abbracciato la vulnerabilità e l’imperfezione nei propri testi, grazie ad un sound più deciso, influenzatato da atmosfere da club.
Traendo spunto da un mix di new-wave britannica, electro-pop ed alt-rock, il sound di “Late to the World” è diventato volutamente cinematografico e narrativo, mescolato ad un pizzico di grinta supportata dall’introduzione della batteria dal vivo. “C’è una sensazione di viaggio in tutto il disco. Ci sono molte canzoni che vorrei ascoltare in macchina o in movimento”: ha commentato Markwick.
Late To The World: non è mai troppo tardi per fiorire, per venire al mondo. Il brano di apertura è un manifesto di volontà esistenziale tutto al femminile. Una tenue ondata di elettronica lenisce le fragilità e le insicurezze del canto. Respirare, correre, guardarsi intorno sono ora libertà concrete e possibili da realizzare. Girl: il sound iconico trasuda di sensualità femminile. Pavidi ricordi di un ritmo industriale sono ammortizzati dall’andamento tribale delle note. Il canto è come una narrazione silente, un sottofondo notturno che affolla la mente. Know How It Hurts: l’armonia vocale è protagonista di questo brano che narra di un percorso emotivo in evoluzione. Il sound richiama atmosfere dance. Il perfetto sincoronismo vocale trasforma le due Ider in muse della poetica nostalgica. You Don’t Know How To Drive: il tono circolare del sound ci trascina in un’atmosfera uditiva ipnotica. Vibes di leggerezza, di sensazioni di libertà si fanno incalzanti e concrete grazie alle drums di sottofondo.
Tanto libero nell’argomento quanto nel sound, “Late to the World” rappresenta il lungo e continuo viaggio di auto-scoperta delle Ider. La volontà di superare la confusione dei vent’anni e di entrare nella vita adulta, di oltrepassare il “cross-genre”, si materializza in dodici tracce che fungono da grido di battaglia contro le pressioni sociali. “Late To The World” appare come uno spaccato di femminilità.
“Ci è stato detto che non possiamo essere emotive e focose, ma anche morbide e lente. Ed essere in grado di tenere tutte queste cose dentro di noi allo stesso tempo, è qualcosa di cui parliamo parecchio nel disco”, ha affermato Somerville.




