Panda Bear – Sinister Grift

Recensione del disco “Sinister Grift” (Domino Recording Company, 2025) di Panda Bear. A cura di Simone Grazzi.

Caro Noah Benjamin Lennox, innanzitutto come stai? Spero tu stia bene. Qui il tempo è un po’ grigio, ma per fortuna ha smesso di piovere. So che vivi ormai quasi in pianta stabile a Lisbona. Deve essere una città davvero interessante. Stimolante da quello che si dice. Purtroppo non ci sono ancora mai stato, damn!

Te lo dico subito, non te ne avere a male e anzi, spero apprezzerai la mia sincerità, ma il tuo ultimo lavoro con gli Animal Collective non mi è piaciuto granché. Ne avevo tante aspettative perché il precedente mi era piaciuto molto. E invece, cosa ci vuoi fare? Siamo sempre amici?…Si? Ti so di persona non permalosa, quindi in cuor mio spero di si. Anyway…

Che ne dici di parlare invece di “Sinister Grift”, il tuo nuovo disco a nome Panda Bear, che esce proprio in questi ultimi giorni di febbraio? Dear Noah,…io l’ho semplicemente trovato strepitoso. Sì, strepitoso!

Si può dire in una recensione che un disco è strepitoso? O è sempre buona regola tirarsela un po’, tenendo lo sguardo con ironico distacco (…cit.) fisso su di un punto lontano senza mai mostrare troppo il proprio entusiasmo?Per me non ci sono stati dubbi già dall’ascolto dei singoli.

Settimane prima dell’uscita del nuovo disco, Ends Meet, Ferry Lady e Defense spuntavano già furbini dietro le colline che ogni mattina mi osservano uscire di casa. L’algoritmo ormai mi conosce e sa cosa voglio ascoltare in cuffia per iniziare serenamente la giornata. Bravo, non mi sei simpatico, ma a volte sei bravo. 

Si certo, si potrebbe dire che “Sinister Grift” sia un disco di classico rock vecchia maniera, fedele alle onde da surf della west coast californiana di fine anni 60 e certo non si direbbe cosa errata, ma lo si sminuirebbe troppo. Certo le ispirazioni si sentono tutte. Nitidamente. Vuoi non pensare ai Beach Boys? O a Paul Simon e Art Gardfunkel? E i The Mamas and Papas? E i Jefferson Airplane? Con quei bei riff di chitarra di Jorma, Marty e Paul?

Al di qua dell’oceano poi, ovviamente (…e ripeto, ovviamente), non dimentichiamoci di quei 4 ragazzi di Liverpool che ancora oggi continuano ad essere ispirazione per tutti. E dico tutti. Le radici sono chiare. Direi anzi chiarissime. Ma prova a farlo tu un disco così in data astrale 27 febbraio 2025, devoto a certe sonorità del passato, ma anche ben suonato, coerente e assolutamente credibile. Io ho trovato magia, psichedelia, arrangiamenti ricercati, ma soprattutto ottime canzoni. Ho trovato leggerezze, armonie, ma anche momenti di eterea cupezza che ben comunque si legano alle atmosfere più rilassate del resto del disco. Ascoltare Left in the Cold e Elegy for Noah Lou per verificare pure di persona.

“Sinister Grift” se ne va giù rapido in un sol sorso. Placido e rinfrescante. Per l’estate c’è da pazientare ancora un po’ e mi spiace davvero perché non vedo l’ora di godermi queste 10 nuove tracce guidando a finestrino abbassato (…senza gomito fuori, please!), in direzione mare, verso spiagge rivolte rigorosamente ad ovest, in orario tramonto, per goder di quel momento unico in cui sole e acqua decidono di toccarsi. E già vedo quei tronchi avvolti nel fuoco sulle note di sottofondo di Venom’s In.

Prova a farlo tu un disco capace di incorniciare tutto questo.

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