Jethro Tull – Ruminant – Curious Ruminant

Recensione del disco “Curious Ruminant” (InsideOut Music, 2025) dei Jethro Tull. A cura di Piermattia Vantaggi.

A poco più di due anni dall’uscita di “RökFlöte“, la leggendaria band guidata dall’eclettico Ian Anderson torna con un nuovo album: “Curious Ruminant“. Questo progetto coinvolge il veterano tastierista Andrew Giddings, il batterista James Duncan, figlio di Anderson, insieme a David Goodier, John O’Hara, Scott Hammond e al nuovo chitarrista Jack Clark.

Fin da subito, è chiaro che l’album non si propone di rivoluzionare il sound caratteristico del gruppo. Al contrario, conferma la loro coerenza artistica e la fedeltà a un’identità musicale inconfondibile. Tutti gli elementi distintivi che hanno reso celebre la band trovano spazio: dal suggestivo flauto traverso, marchio di fabbrica di Anderson, ai complessi cambi di tempo che hanno segnato la storia del progressive rock con la loro struttura raffinata.

Tuttavia, non si può ignorare che questo è il ventiquattresimo lavoro in studio della band, e alcuni segni di affaticamento creativo iniziano a emergere. La voce di Anderson, pur mantenendo il suo fascino unico, non possiede più la stessa incisività di un tempo. Le armonie, un tempo sorprendenti per complessità e originalità, risultano in alcuni passaggi meno ispirate e più prevedibili. Si avverte una certa tendenza a restare su terreni sicuri, evitando rischi o cambi di rotta significativi, il che potrebbe lasciare insoddisfatti coloro che speravano in una maggiore ventata di innovazione.

Tutto questo, però, non rappresenta un difetto. Sarebbe ingenuo aspettarsi una rivoluzione stilistica da una band che ha costruito la propria fama su un linguaggio musicale ben definito, profondamente radicato nella storia del rock e arricchito, in questo lavoro, da venature folk che ne esaltano l’atmosfera. L’album riesce comunque a regalare momenti di qualità, sostenuto dalla maestria tecnica e dall’esperienza di un gruppo che ha lasciato un’impronta indelebile nella musica.

Curious Ruminant” è quindi un disco che resta fedele all’identità consolidata dei Jethro Tull. Saprà soddisfare gli appassionati di lunga data e affascinare i fan del genere. Piuttosto che stravolgere il passato, celebra le radici artistiche della band, offrendo un’esperienza musicale coerente e autentica. Senza cercare di innovare in modo radicale, si presenta come un omaggio sincero alla loro lunga e prestigiosa carriera, mantenendo vivi i tratti distintivi che da sempre definiscono il loro stile inconfondibile. Non siamo chiaramente al livello di capolavori come “Aqualung“, “Stand Up” o “Thick As a Brick“, ma i Jethro Tull dimostrano di essere ancora in forma, capaci di suonare con competenza e passione.

E, cosa ancora più importante, sono pronti a deliziare il pubblico con un tour mondiale che accompagnerà l’uscita di “Curious Ruminant“. Un motivo in più per applaudire una band che, nonostante il passare degli anni, riesce ancora a mantenere vivo il proprio spirito musicale. Dunque, diamogli il giusto tributo.

Post Simili