Ministry – The Squirrely Years Revisited

Recensione del disco “The Squirrely Years Revisited” (Cleopatra Records, 2025) dei Ministry. A cura di Sara Fontana.

Dopo aver passato anni ad odiare profondamente i suoi primi lavori discografici, Al Jourgensen assieme ai suoi compagni ha deciso di fare dei 9 brani del momento synth-pop un restauro molto più vicino allo stile dei Ministry attuali, che è forse quello che noi tutti amiamo di più.

Io, personalmente, ho apprezzato pure il passato meno industrial-metal e talvolta non sopportato quest’ultimo, ma penso che la decisione sia stata giusta, poiché una delle cose peggiori per un musicista è ascoltare il proprio prodotto ed averne grande pena, magari vergogna, se non odio puro, come quello dimostrato dall’artista. 

I Ministry non sono mai una delusione ed anche questa volta con “The Squirrely Years Revisited” tornano a confermarlo tramite queste versioni aggiornate composte di 9 brani +3 nella versione CD. Album che aspettavo in trepidante attesa e mi fa passare l’ansia nel vedere il cartellone Trenitalia che mi dice che il mio treno è stato soppresso ma che il mio treno arriverà, ah i grandi misteri del vivere male! Ma che importa, sto ascoltando “The Squirrely Years Revisited” che, nonostante i cambiamenti, riesce a trasportarmi in quei film anni ‘80 post-apocalittici dove noi umani abbiamo una o più amputazioni o nei casi migliori protesi super tecnologiche. Non so, mi guardo intorno e non lo vedo tanto improbabile questo Futuro e in certe nazioni, ahinoi, possiamo chiamarlo tranquillamente Presente, anche se non è assolutamente figo come sembrava nei film. 

In “The Squirrely Years Revisited” nessuna canzone è da condannare e nessuna da elogiare perché questo è semplicemente un bell’album soddisfacente e strutturato ottimamente, la nuova masterizzazione bilancia il suo suono tramite bassi corposi niente male e le chitarre riescono ad esaltarmi abbastanza. Queste nuove versioni sono adatte sia al pubblico che esiste dagli esordi dei Ministry, ma anche – e forse soprattutto- a chi ha imparato a conoscerli con la firma industrial-metal dagli anni ‘90 in poi.

In generale posso dire che il rinnovamento di “The Squirrely Years Revisited” è perfettamente riuscito lasciando ai fasti un prodotto che aveva fatto il suo tempo resuscitandolo in una forma decisamente più attuale e pronta per affrontare nuove turbolenti annate.

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