Iron Lung – Adapting // Crawling

Recensione del disco “Adapting // Crawling” (Iron Lung Records, 2025) degli Iron Lung. A cura di Andrea Vecchio.

Gli Iron Lung vengono da Reno, nel Nevada. Vivono però a Seattle, Washington, e suonano powerviolence. Lo fanno da almeno venticinque anni e l’hanno sempre fatto a modo loro, lontani da tutte le varianti che negli anni hanno investito questo genere nato nei boschi della California. Sono rimasti fedeli innanzitutto alla loro formazione inziale, composta da due soli musicisti, come a rimarcare che non servano molti accorgimenti sonori per portare avanti una fede e che tutto, nel punk rock, risieda in attitudine e messaggio.

“Adapting // Crawling” è il loro quarto album, ma nella loro carriera hanno registrato decine di lavori, tra split, EP e canzoni sparse. Sono il gruppo powerviolence più importante del momento, non vi è ombra di dubbio. Questa è la loro forza. Non c’è thrashcore, non c’è mosh. L’azione diventa mentale, nella sua catastrofale risoluzione: siamo al cospetto della più intima linearità causale di questo genere, della sua corriva ruvidità nel descrivere il mondo naturale e i suoi fenomeni sociali.

Musicalmente, per ovvie questioni cronologiche, “Adapting // Crawling” è molto vicino al loro precedente lavoro, quel “White Glove Test” che colpevolmente li fece conoscere al grande pubblico troppo in ritardo. Si tratta però di un lavoro meno anatomico, meno incentrato sugli eventi naturali, meno focalizzato sulla fatica esistenziale. Paradossalmente siamo di fronte ad un disco che, per tematiche ed aggressività, sfocia molto più nel crust che nell’hardcore. Oppressione, alienazione, difficoltà economiche. Nel nome di cosa? Per far felice chi? Pochissimi brani, sui diciotto totali, superano il minuto di lunghezza, e se lo fanno è per dare spazio a divagazione harsh più concettuali, rispetto alla sezione portante della canzone: Hospital Tile non è poi così distante, come struttura, dai primi brani incisi dagli Iron LungLifeless Dust e Virus hanno riff irresistibili, Perfect Ending sfuria senza sosta, Acres of Skin è l’abc della storia del powerviolence. 

Fuori, ovviamente, per Iron Lung Records, label creata direttamente da Jensen e Jon proprio per dare spazio a realtà oscure ed estreme tra le quali, negli ultimi anni, hanno spiccato gli italiani Spirito di Lupo e Sect Mark. Oltre a Bad Breeding e Gag, quindi, kids, abbiamo sacco di roba da ascoltare!

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