Pigro – Pigro
Recensione dell’EP “Pigro” (Vollmer Industries/Tadca Records/Tanato Records/N. SAYS Productions, 2025) dei Pigro. A cura di Andrea Vecchio.
Era dai tempi dei Lamatematica che a Torino non si sentiva musica alternativa così. Roba malata stile Bay Area, stile Ebullition, suonata con i muscoli prima che con la testa. Un po’ come facevano gli Afraid! una quindicina di anni fa, ma senza pianole e senza voce stridula. Roba che si muove con disinvoltura nel disagio torinese, suonata da gente che anni fa militava nei Cibo e che milita tuttora negli If I Die Today.
Stiamo parlando del debutto dei Pigro, comunque. Sette tracce che escono sulla concittadina Tanato Records (assieme a Vollmer Industries, Tadca Records e N. SAYS Productions) e che sono destinate ad essere presto seguite da concerti, ammucchiate varie sotto ai palchi e buoni sentimenti di fratellanza tra tutti noi.
Questo primo loro EP è molto interessante, sotto l’aspetto puramente musicale. Abbiamo infatti il mathcore di Rendez-Vous (molto primissimi Death of Anna Karina), il rock’n’roll pompatino di Freak on a Leaf, già singolo di lancio uscito nello scorso luglio e palese omaggio ai Korn, il –core più canonico di Walk as You Fall. L’intero lavoro si presenta come un mondo da scoprire, che ritrova il suo big bang nei bar, nelle strade, nei locali di una città che rappresenta da sempre l’eccezione, nel panorama punk hardcore italiano. Una pangea crepuscolare capace di rimanere in silenzio per quinquenni interi e rinascere, disincagliandosi, con dischi come questo.
Non sono riuscito a trovare riferimenti a Ivan Graziani, però.
I Pigro, ragazzi.




