Jehnny Beth – You Heartbreaker, You

Recensione del disco “You Heartbreaker, You” (Fiction Records, 2025) di Jehnny Beth. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.

Girata di tre quarti, occhi furiosi in camera e dito medio alzato. Ecco come appare Jehnny Beth nelle nuove foto promozionali. Ecco lo spirito con cui si approccia al mondo e attraverso i suoi album: nessun compromesso. Mai fatto, mai farà, ‘sto compromesso, né con le Savages, né quando lo affronta col suo nome e basta. Ancora una volta, la seconda. “You Heartbreaker, You” e mai titolo fu più azzeccato.

Cinque anni or sono, all’uscita di “To Love Is To Live”, Sua Maestà Trent Reznor consigliò l’ascolto di Beth, e dagli torto, a quello là. Perché lo fece? Perché Beth, ai NIN deve tanto? Sicuro, ma di certo non soltanto. Il fatto è che non è solo il sound che lei e il sodale Johnny Hostile hanno architettato per “You Heartbreaker, You” a essere ascrivibili a quello di cui sopra, no, quello può farlo bene o male chiunque (seh) è l’intensità, quella fa la differenza su tutto. Beth prende allo stomaco, e lo fa a pugni chiusi, ché abbassato il dito medio, resta una mano pronta a colpire.

La natura di Beth prende forma, diventa parole: “I am no good for people / I am too critical”, No Good for People, unamanifesta ostilità vomitata su ritmi ossessivi, “You haven’t found the way to kill me yet”, continua, e i synth si mischiano ai riff e fanno amalgama indistruttibile. Basso a grana grossa, chitarre storte, I Still Believe, cantilena abbacinante, e il pezzo parte come un colpo laser, rollercoaster tra vuoti e pieni lanciati e un break bestiale incoronato da cori psicotici. Il pugno è Broken Rib, la voce soffiata nel microfono e poi il grido “You said I’d never dare punch you in a broken rib / Yeah, I gave you a broken rib from too much loving” innestato su un tritacarne spooky. Un vetro che si infrange e le sei corde compresse di Reality danno fuoco alla baracca, l’amore che prende forme sensualmente distorte, “Sitting in a corner / Yeah it could be sexier / If you went down on me / But no one ever loves me”, la realtà del titolo che si schianta in faccia, fa male.

You Heartbreaker, You” è un disco senza pace, anche quando pare averne. I See Your Pain si apre su un’aria morbida, in punta di piedi, ma è illusorio preludio all’esplosione hyperrock, melodie aperte, sì, ma imballate di elettricità, l’epica del disastro. Beth si fa furia distruttrice su Stop Me Now, convulso delirio debilitante con annesso ritornello fatto di pura oscurità tutto tranne che latente, e High Resolution Sadness mentre definisce il mondo un cazzo di macello lo fa su una nave noise rock in rotta di collisione con tutto e tutti ed la punta dell’iceberg dell’ustione sonora del disco. Non c’è punto che non bruci a contatto con la pelle.

Love is a fist”, dicevano i Mr. Bungle. Jehnny Beth sottoscrive, ci fa un album che ferisce a fondo e, in una realtà che non è questa, si prenderebbe tutta la scena.

Cos love is a brand
A kiss with fangs

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