DIIV – Boiled Alive

Recensione del disco “Boiled Alive” (Concord Records, 2025) dei DIIV. A cura di Francesco De Salvin.

Negli ultimi anni, la scena indie ha continuato a evolversi, ma alcuni nomi hanno saputo mantenere coerenza e identità sonora. Quello dei DIIV, formazione di Brooklyn, rappresenta uno di questi casi. La band fonde atmosfere surf e dream pop con riferimenti alle sonorità alternative degli anni ’80 e ’90, creando brani che alternano delicatezza e intensità, momenti dilatati e jam ipnotici, nonché testi astratti che lasciano spazio all’immaginazione. A tutto il resto, ci pensa la voce di Zachary Cole Smith, che guida le tracce con una leggerezza morbida che richiama le sfumature del caro vecchio Billy Corgan senza replicarne la rigidità, mentre le chitarre e la sezione ritmica costruiscono un paesaggio sonoro decisamente variegato.

Boiled Alive” documenta il tour della band a supporto del loro album “Frog in Boiling Water” (2024), mettendo in evidenza i due concerti tenuti dalla band statunitense al Teragram Ballroom di Los Angeles nel maggio 2025. La registrazione restituisce un suono nitido e potente, in cui ogni strumento emerge con chiarezza e le pieghe dell’album – tra momenti sospesi e esplosioni sonore – rendono giustizia alla performance dal vivo. I brani dell’ultima opera pubblicata dai Nostri richiamano atmosfere alla Smashing Pumpkins, ma senza l’epica da arena: l’accento, infatti, viene posto sulle sfumature più eteree, sui passaggi psichedelici e sugli arpeggi dilatati.

Il live – che è anche un film diretto da Jaxon Whittington – alterna le esibizioni dal vivo a intermezzi ironici e surreali, con riferimenti grotteschi a sponsorizzazioni e figure pubbliche. Questi momenti creano un contrasto con le performance, interrompendo occasionalmente il flusso musicale, ma non ne compromettono l’efficacia: la musica resta protagonista e guida l’esperienza dello spettatore tra delicatezza sognante e potenza sonora.

Con una durata di circa un’oretta, Boiled Alive” offre un’esperienza piena zeppa di sfumature da decifrare, ma completa. Ricca. In soldoni, l’essenza della band viene presentata nella sua interezza, tra improvvisazioni e arrangiamenti curati, restituendo l’originalità del suono DIIV dal vivo e la coerenza di un percorso musicale consolidato da oltre un decennio. Buona, buonissima musica. Altroché. 

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