
“Exit Planet Dust” dei Chemical Brothers compie 30 anni: il big bang del suono acido
Trent’anni dopo, “Exit Planet Dust” non è invecchiato. Si è stagionato. Suona ancora come un cazzotto nelle casse e un sorriso storto sulla faccia.

Trent’anni dopo, “Exit Planet Dust” non è invecchiato. Si è stagionato. Suona ancora come un cazzotto nelle casse e un sorriso storto sulla faccia.

Facciamo il punto della situazione sui migliori dischi usciti in questa prima metà dell’anno.

“TheFutureEmbrace” arriva sulle spalle di un artista già alle prese con l’ombra lunga del proprio passato, intenzionato a cambiare pelle ma ancora incerto su quale direzione prendere davvero

Jack e Meg White non hanno mai fatto le cose a metà. Con “De Stijl” hanno scolpito un rock essenziale e graffiante, che arriva addosso senza chiedere permesso.

“In Your Honor” è stato, a suo modo, un disco rivoluzionario, che ha confermato i Foo Fighters nella scena musicale di quegli anni. Un disco a tratti complesso ma che sicuramente vale la pena riascoltare ancora

A riascoltarlo oggi, venticinque anni dopo, suona come una confessione non chiesta, una raccolta di lettere mai spedite

Con “Pet Sounds”, la sua opera simbolo, Brian Wilson ha aiutato tante persone, di generazioni e perfino epoche diverse, a cogliere il senso di quei momenti che sembrano creati apposta per distruggere. E ci è riuscito con il pop, cosa che per molti era semplicemente inimmaginabile.

“Don’t Believe the Truth”, purtroppo, è ben lungi dall’essere un album perfetto, ma nonostante tutto, il fatto che per la prima volta in quasi un decennio si possa udire una sottile vera energia old style nella musica degli Oasis, fu sufficiente a dare ai fan la speranza che questa band potesse ancora avere un po’ di vita musicale.

Venticinque anni dopo, è un album che brilla ancora, non di luce propria, ma di quella riflessa, fragile, tremolante, come il sole che filtra attraverso una tapparella in un pomeriggio d’estate

A ogni ascolto, ad ogni riproduzione, il disco esplode in un respiro gigantesco, spacca senza ritorno le pareti della stanza con l’ardente certezza di essere qualcosa di mai stato sentito prima