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A Toys Orchestra – Napoli 23/05/08 (Maschio Angioino)

Sotto un bellissimo cielo stellato di inizio Estate, e con la consapevolezza di essere in una location da fiaba, giunge alla conclusione la manifestazione Intercettazioni Sonore al Castello. Dopo il Rocky Horror Show e gli Offlaga Disco Pax, il palco viene affidato ai Gentlemen’s Agreement nell’attesa del concerto conclusivo degli A Toys Orchestra.

La folk band Napoletana sale sul palco intorno alle 22.00 per proporre alcuni brani dell’ultimo lavoro accompagnati da un insolito coro e, per la gioia dei più grandi, anche da una bellissima biondina. Fra un pò di Banjo e qualche yaahhh da film western il terreno è pronto per gli A Toys Orchestra, che fanno coincidere la chiusura della serata con quella del loro Technicolor Dreams Tour. E’ di qualche giorno fa l’annuncio che la band campana si chiuderà in studio per mettere giù le idee del successore di quel gioiello che gli è valso il Premio Pimi 2007 per il miglior disco indipendente: Technicolor Dreams.

Il pezzo scelto per aprire la scaletta è Amnesy International, con il solo batterista che fa il suo ingresso sul palco e, solo dopo un bell’intro, viene raggiunto dagli altri componenti per proseguire la canzone cadenzata tra chitarra e drum machine. Tutto emblematico di quello che è il sound della band: giovane, fresco, variegato, ma anche introspettivo e a tratti triste. Conl’invito ad abbandonare le sedie (che per l’occasione erano previste) vengono suonate Mrs. Macabrette e Ease off the Bit, partenza acustica e finale in un’esplosa apertura synth, facendo subito dopo un passo indietro nei vecchi dischi proponendo Panick Attack#1 e Peter Pan Syndrome :alterati e continui saliscendi tra momenti ritmici ed altri più distorti.

Con Cornice Dance si presenta a Napoli una parte dei Beach Boys che sembra voler interferire con l’interpretazione molto personale del frontman Enzo Moretto per poi andar via nel finale alquanto rumoroso, ma toccando prima quel gioiello di ballata che è Invisible. Il pezzo è un crescendo: piano e voce, ingresso elettronico e poi, dopo il consueto sorso di Falanghina a metà canzone, l’apertura con l’ingresso di tutti gli strumenti in quello che è uno dei pezzi più riusciti degli A Toys Orchestra.

Tra un nuovo saluto a tutti i presenti, un abbraccio a tutta Napoli, ed un “Fuck Munnezza”, si arriva a Bug Embrace, forse il miglior modo per far comprendere il talento musicale del gruppo, la sua capacità di proporre giochi musicali e visuali in una maniera che sembra essere sempre più matura e riuscita.

Asteroid, voce di Ilaria D’Angelis e tratta da Cuckoo Booho, è un full-synth che culla tutti i presenti e l’interpretazione indie di I am the Walrus è speciale.

Robot Boy, outtake da Technicolor Dreams, ha il compito di chiudere lo show. Un momento davvero conivolgente che ha epilogo nell’improvvisazione Noise del finale e che vede gli strumenti lasciati fermi lì, quasi esausti, ma soddisfatti come tutti i presenti.

La consapevolezza è quella di aver assistito al concerto di una delle migliori indie band italiane del momento che, crescendo giorno dopo giorno, fa ben sperare per il prossimo lavoro.

Noi siamo qui ad attenderli.

http://www.flickr.com/photos/impattosonoro/

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