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Moby – Wait For Me

2009 - Mute
pop/rock/electro

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Tracklist

1. Division
2. Pale horses
3. Shot in the back of the head
4. Study war
5. Walk with me
6. Stock radio
7. Mistake
8. Scream pilots
9. Jltf1
10. Jltf
11. A seated night
12. Wait for me
13. Hope is gone
14. Ghost return
15. Slow light
16. Isolate

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Chissà come si immaginava Moby a inizio carriera? Chissà se lo avrà mai sfiorato il pensiero che un giorno sarebbe diventato uno dei dj più famosi al mondo. Quando imbracciava una chitarra, intendiamoci, alla fine degli anni ’80, sia chiaro. Uno solo a figurarselo nella mente se lo rivede completamente diverso dal folletto calvo che è adesso, magari con un piglio molto più rock, o punk, o new wave. Oggi a vederlo neanche gli dai un passato, neanche lo puoi definire attraverso la sua storia. Sonorità ambient e tecnicismi informatici, ma niente di quello che era, forse qualche chitarra distorta che ogni tanto fa capolino nelle intelaiature dei suoi pezzi.

Un po’ perché ci ricordiamo i tempi di we are all made of star, un po’ perché è ancora fresco l’ultimo Last night del 2008, questo è un album da ascoltare pi&ugr ave; volte per comprendere le scelte del Dj. Soprattutto per assimilare bene i primi tre pezzi, che appaiono come parte di un lungo atrio sonoro, mansueto e rilassato, su tutti è proprio l’entrata di Division che si trascina in un moderato volo di archi , accompagnati questa volta dalle sezioni ritmiche nei successivi Pale horses e Shot in the back of the head, che è il primo singolo estratto dall’album, sostenuto da un video dalle tinte grigie e quasi fumettistiche diretto da David Lynch. In appena un anno sembra essersi quasi pentito di aver dato in pasto ai suoi fans un omaggio alla dance più classica, quella degli anni ’80, sembra aver ripreso una pista più consona alle brulicanti strade di New York, ai minimal club delle Avenue della grande mela, ci sembra di poter entrare in uno di questi solo buttando un orecchio alla deliziosa Walk with me, che ripropone una lentezza e una delicatezza che ad ogni modo non danno noia. Scrollandosi di dosso tutto quanto nell’arpeggio che rende Mistake un’ottima piece, al pari della successiva Scream pilots, molto più ariosa e quasi calda all’ascolto. Effettivamente questo disco sembra un riavvicinamento alle zone della ambient-music dei primi anni ’90, ancor più evidente nel minuto e 27 secondi di JLTF1, che da l’idea di essere frutto di una digitazione a casaccio sulla tastiera del proprio computer.

Un bel riconoscimento in quest’album va fatto alla bellissima voce di Amelia Zirin-Brown, in special modo nelle delicate trame della title-track, Wait for me, indispensabile per dimostrare come il concept di tutto il disco sia una pacatezza che solo una voce femminile può trasmettere all’ascolto. Per ammissione dello stesso Moby questo lavoro è un tributo alla melodia pura e alla leggerezza delle trame sonore, e a volerlo intendere si può far uso della finale Isolate e del piano che la domina. Un lavoro che è un sussurro tra le svolte agli angoli bui delle strade di New York, dei suoi club e dei suoi Djs, uno di questi, su tutti, è sicuramente Moby.

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