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Laurent Garnier – Tales Of A Kleptomaniac

2009 - Pias
house/electro

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Tracklist

1. No music, no life
2. Freeverse part 1
3. Gnanmankoudji
4. Dealing with the man
5. Last dance at the yellow
6. Desirless
7. Pay tv
8. Bourre pif
9. Freeverse part 2
10. Back to my roots
11. Food for thought
12. From deep within

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A partorire questo prodotto non è un “discotecaro” qualunque.  Laurent Garnier è da considerarsi, a merito, come colui che ha portato i ritmi house dagli Stati Uniti al vecchio continente, tutti quelli che fanno i fighi e che ascoltano musica house, o presumono di fare ciò, dovrebbero saperlo.
Ma si potrebbe continuare all’infinito, mettendo l’accento sulla sua carriera da produttore discografico sempre in prima linea, vedi le collaborazioni con gente come Carl Cox e Tiga.

La carriera di Laurent comincia nel 1980, per affrontare una salita vertiginosa che oggi lo vuole nei club più importanti e affermati nel mondo. Essere il “padre” di qualcosa è un ruolo assai impegnativo, ogni giorno devi fare i conti con qualcuno che alla fine è giudicato più bravo di te, in ogni caso. Laurent non corre questo rischio, non nell’immediato almeno, si è costruito una reputazione così inattaccabile sin dai tempi dell’Hacyenda che oggi potrebbe permettersi di vivere di rendita. Invece il Dj creatore delle compilation “The king of…”, nella quale suoi emuli si divertivano a remixare la musica e la sua vecchia storia, ha preparato il terreno per un altro tappeto musicale che mette in bella evidenza la grande varietà dei suoni che poggiano, tuttavia, soprattutto sulle tendenze house, riviste e corrette e sui beat minimal che sono il doppio asso nella manica di Garnier. Trovare aggettivi, per le ritmiche tribal, che ben si connettono con la grande fluidità e scioltezza delle tonalità electro è cosa non facile, ma se ascoltate gnanmankoudji sarete indirizzati sulla strada giusta per definire il tutto.

È certo che sono lontani i tempi di The man with the red face, ma se voglia mo qui i loop sono molto più adattabili tra di loro, anche se privati di quelle rumorosità acid che sembravano uscite dal sax di Pullman in Strade perdute di Lynch. La mancanza di uniformità assoluta in questo lavoro fa si che le varie sue colorazioni si mettano ben in nota tonalità minimal, come nel caso di Dealing with the man e Food for thought nella quale compare anche Winston Mc Anuff, e la finale piece, dal background tribal, From deep within. Il tutto funzionale per poter permettere a Garnier di muovere le notti delle discoteche newyorkesi o londinesi, e allo stesso tempo di girare nelle casse dei club lounge o dei pub più IN delle metropoli europee ed americane. Un lavoro da furbi, che però rimane comunque un gran bel lavoro.

Taste: Gnanmankoudji, Desirless, Food for thought, From deep within

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