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Linea 77 + Diva Scarlet – Estragon, Bologna, 1 aprile 2010

Alla faccia dell’invecchiamento. Qualche pezzo rallentato si, ma questi pestano fin troppo per l’età che hanno (non sono ancora agli -anta però si sa che per questo genere finire i venti è già traumatico).

Un concerto breve, come hanno sempre fatto. Intenso, come hanno sempre fatto. Distruttivo, come hanno sempre fatto. Peccato per l’Estragon semivuoto, anche se all’inizio sembrava la situazione dovesse andare molto peggio (e mi sembrava anche logico, visto che era giovedì e la gente che non si chiama come me dovrebbe anche lavorare). I Linea 77, formazione torinese ormai in giro da quasi vent’anni, hanno spaccato il culo, veramente. Tra la presentazione del nuovo disco, con canzoni di grande presa (il singolo Vertigine live è una bomba atomica), e le vecchie glorie come FantasmaEvoluzioneTouch Inno All’Odio, pogare era d’obbligo. Non mancavano neanche tutti i singoli del disco “Horror Vacui”, dal quale citiamo le potentissime Il MostroMi Vida, suonate impeccabilmente.
Sarà che le voci di Emo e Nitto sono sempre più stanche, ma i piemontesi sono veramente un’inarrestabile macchina da guerra, complici un basso ed una batteria che sparano fucilate, ed un suono pieno e carico come poche band italiane possono vantare. E infine, il movimento quasi tellurico dei fans divisi tra ragazzine abbracciate al fidanzato e pogatori folli che sprizzano sudore e voglia di far casino, a rendere il concerto ancora più intimo. Si sa che il pogo può essere tanto devastante quanto fraterno. Lungi da me decidere quale delle due per cui lascio a chi c’è stato l’ardua sentenza.
Quello che posso dire è che i Linea 77 nonostante l’avanzare inesorabile degli anni rimangono la crossover band più all’avanguardia in Italia, memori dei bei tempi in cui coverizzavano i Rage Against The Machine. In attesa del disco nuovo, veramente un gran inizio di tour.

P.S.: Il concerto è stato aperto dal quartetto femminile bolognese Diva Scarlet, che hanno proposto venti minuti di alternative rock davvero potente, con un paio di cover (Bjork e Il Teatro degli Orrori) a completare l’opera. Ottimo il sound, più che buona la tenuta di palco. Eccellente il sound. Pollice alzato.

a cura di Emanuele Brizzante

foto di Carlo Vergani

www.linea77.com

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