Menu

SKINNY PUPPY: il 9 agosto a Cervia (RA) unico concerto in Italia per la band canadese

SKINNY PUPPY (CAN) in concerto

lunedì 9 Agosto 2010

al ROCK PLANET di RAVENNA

Skinny Puppy, ovvero una delle entità più grosse ed influenti dell’intera storia della musica.

Formatosi all’inizio degli anni ’80 in Canada, il duo Cevin Key (Kevin Crompton) e Nivek Ogre (Kevin Ogilvie) è stato in grado d’imporsi in tempi brevissimi come una prominente realtà avanguardista e di portare ad un’evoluzione di enorme portata buona parte del panorama della “musica elettronica”, offrendo la base di partenza ad un enorme numero di artisti che si imporranno come apici negli anni successivi. Ministry, Marilyn Manson, Attila Csihar, Nine Inch Nails (la cui traccia “Down in It” del disco d’esordio “Pretty Hate Machine” è stata direttamente tratta, a detta dello stesso Trent Reznor, da “Dig It” degli Skinny Puppy contenuta nell’album “Mind: the Perpetual Intercourse”), Front Line Assembly sono solo alcuni di questi artisti, oltre a tutto il panorama breakbeat il quale prende direttamente le movenze dalle opere degli Skinny Puppy di fine anni ’80, e buona parte di quello IDM e powernoise.

Ma la loro grandezza non si ferma al lato musicale. Da sempre grandi attivisti per i diritti animali, si impegnarono in modo importante nella promozione della libertà d’informazione (celebre il loro motto “keep the camera alive” che si riferisce appunto alla doverosità di documentare determinati accadimenti) e per l’abbattimento dei pregiudizi raziali.

La loro prima uscita discografica ufficiale è datata 1984 ed intitolata “Remission” (precedentemente lo stesso anno era uscito l’autoprodotto album “Back and Forth”), lo stile è scarno ed abrasivo ma presenta una complessità ritmica mai sperimentata prima in ambito industrial/EBM (tantomeno nei più semplici ambienti synth pop). E’ infatti palese un approccio free jazz logicamente inconciliabile con quelli che sono gli strumenti (macchine) della musica elettronica, e sarà appunto questa la capacità degli Skinny Puppy: andare oltre ciò che è normalmente ritenuto logico e attuabile in ambito musicale. La voce di Ogre è un parlato/cantilenato inquietante ed effettato, che mostra un interessante livello di evocatività seppur su questo primo disco risulti “non ottimizzata” come sarà poi sui dischi successivi.

A meno di un anno di distanza da Remission ecco arrivare “Bites” (1985), disco che non cambia in modo particolare le carte in tavola, ma fa registrare un miglioramento nella qualità sonora i cui timbri si fanno più caldi ed un ulteriore approfondimento di quello che loro chiamano “brap”… ossia improvvisazione con strumenti elettronici.

Un altro annetto di tempo, ed ecco arrivare “Mind: The Perpetual Intercourse”. La musica si dilata, aumentano i cambi umorali e le progressioni melodiche, la voce di Ogre si evolve in qualcosa di superiore (qualcosa dalla quale Attila Cshiar attingerà a piene mani nell’elaborare lo stile vocale che lo renderà famoso). Questo è il primo disco nel quale al duo Ogre – Key si aggiunge Dwayne Goettel, che diverrà membro fisso degli Skinny Puppy dall’album successivo.

“Cleanse, Fold and Manipulate” è invece pubblicato nel 1987. Il suono si amplia di spettro, diventando più organico ed arioso, fa capolino una vena malinconica inaspettata e si ingrossano le venature post-punk che già si affacciavano timidamente nel disco precedente.

Anno nuovo disco nuovo. Il 1988 vede la pubblicazione di “VIVIsectVI”, disco che entra pienamente in ambito breakbeat, e consacra in modo definitivo gli Skinny Puppy come più geniale realtà del panorama elettronico (ma a questo punto sarebbe meglio dire “elettroacustico”) degli anni ’80 e non solo. Il titolo del disco ha una doppia lettura “vivisect – VIVIVI (666)” e sta a rappresentare un diretto collegamento tra la vivisezione e ciò che è comunemente interpretato come “il male”. Il singolo “Testure” (il cui video nella versione non censurata presenta degli animali intenti a vivisezionare un essere umano) si piazzerà per lungo tempo al primo posto nelle classifice “alternative” e riceverà numerosi premi.

Puntualmente, nel 1989, il trio pubblica “Rabies” che vede la collaborazione di Al Jourgensen, mastermind dei Ministry, su più tracce. Il tiro cambia, meno complessità ritmica e brani molto più diretti, a tratti a cavallo tra punk e metal (Fascist Jockitch), il singolo “Warlock” come il suo predecessore “Testure” spopolerà sui dancefloor, mentre il successivo singolo “Tin Omen” si pone in contrasto con la relativa “commercialità” del precedente e tra ritmi incalzanti espone i non simpatici accadimenti in quel della Kent State University (proprio in questo testo si presenta per la prima volta il già citato slogan “keep the camera alive” che diverrà loro motto topico).

Nel 1990 si pubblica quindi “Too Dark Park” disco che segna un approccio che potremmo definire “cyberpunk” se esso esistesse come genere musicale. Torna a galla l’abrasività degli esordi, i ritmi jazzati e “liquidi” (complice anche l’utilizzo di un basso fretless), le atmosfere psichedeliche ed inquietanti, in quello che a mio avviso è il loro capolavoro assoluto.

Gli Skinny Puppy ora sono una realtà globalmente amata e rispettata, ed il periodo ’89 – ’91, quello di maggior gloria, li vede imbarcati in un pesante tour europeo che poi grazie alla grande acclamazione per Too Dark Park diverrà mondiale. Appunto per questi impegni gli Skinny Puppy mancano l’appuntamento del 1991 e tornano con un nuovo album “solo” nel 1992. “Last Rights” è il loro album dark. Pulito, malinconico, sempre sperimentale, ci regala la prima “ballad” pianistica della loro storia, “Killing Game”, basata sull’inferno della droga (come anche il singolo “Love in Vein”, nella quale la leggenda narra si possano sentire nel finale i lamenti di Ogre colpito da un attacco di convulsioni in sala di registrazione).

A questo punto, visto che il clamore è tanto, la Columbia Records si prodigherà di offrire un redditizio contratto per 3 album al gruppo, ed un simpatico alloggio in California ove liberi da ogni distrazione potranno lavorare a pieno ritmo. Purtroppo non fu così… i problemi di droga di Ogre da un lato, l’infelicità di Cevin Key dall’altro rallenteranno grandemente i lavori tanto da far decidere alla Columbia di accorciare il contratto ad un solo disco (con tanto di sborso di un cospiquo risarcimento ai membri del gruppo), l’album “The Process” sarà infatti pubblicato solo nel 1996 ed anticipato dall’annuncio dello scioglimento del gruppo causato, almeno a livello ufficiale, dalla morte per overdose del povero Dwayne Goettel.

The Process si rivela comunque un album dai risvolti interessanti, sicuramente più semplice di qualunque cosa avessero fatto in precedenza, si pone a metà strada tra il breakbeat e l’industrial rock, regalandoci comunque importanti perle sonore come “Hardset Head” e “Candle”.

Le strade dei reduci Nivek Ogre e Cevin Key quindi si dividono, con Ogre impegnato in un progetto di matrice dub molto interessante assieme a mister Atkins sotto nome RX e successivamente nel suo progetto breakbeat/trip-hop ohGr e Cevin Key a seguire innumerevoli progetti (i cui principali sono quello powernoise Download e l’IDM avanguardista omonimo cEvin Key).

Le strade del duo però si ricongiungono relativamente presto, per l’eccezionale reunion limitata al Doomsday Festival nel 2000 (dalla quale sarà tratto un album dal vivo con titolo “Back + Forth vol. 5 – Live in Dresden”) mentre una reunion ufficiale e definitiva si avrà solo nel 2004.

I ritrovati Skinny Puppy pubblicano quindi un nuovo disco, “The Greater Wrong of the Right” nel 2005… disco che in realtà si presenta più come un “ohGr feat. cEvin Key” (o viceversa), suoni moderni, rock, hip hop, industrial rock, crossover, il tutto sempre abbondante di tempi dispari, ma che fa comunque storcere il naso di fronte ad un passato del calibro loro. I redivivi Ogre – Key si mostrano in ogni caso in grado di farsi apprezzare, e di fare quello che fanno meglio di tutti gli altri.

Aspettiamo un paio d’annetti ed ecco arrivare “Mythmaker”, che si potrebbe ottimamente definire col motto “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”, non si ritrovano certo i grandi apici del loro periodo d’oro, ma il disco rivela una coppia che ha ritrovato l’intesa e la mentalità innovatrice. Il disco è oscuro, complesso, giocato su un’infinità di umori diversi… in poche parole è un disco “alla Skinny Puppy”.

Un appunto infine è doveroso riguardo alla loro presenza scenica, seppur su set mai complessi hanno saputo fin dalle loro prime movenze live creare un insieme di coreografie, effetti e costumi scenici innovativi e di grandissimo impatto… che hanno influenzato le performance di molti loro successori, primo fra tutti Marilyn Manson che ha letteralmente copiato alcune delle loro intuizioni.

E il 2010, vede il ritorno dal vivo della band in Europa, dopo un tour americano nel 2009, e l’uscita di un nuovo, attesissimo album, che li rivede collocarsi alle vette della scena electro-industrial mondiale.

www.skinnypuppy.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close