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Mike Patton – Mondo Cane

2010 - Ipecac
cover

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Tracklist

1. Il cielo in una stanza
2. Che notte
3. Ore d’amore!
4. 0 km al giorno
5. Quello che conta
6. Urlo negro
7. Deep down
8. Scalinatella
9. L’Uomo che non sapeva amare
10. Ti Offro Da Bere
11. Senza fine

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Se me lo avessero detto una quindicina di anni fa non ci avrei mai creduto. Se fosse venuto un tizio strano con una tunica da cerimonia, con una lunga barba bianca, intento a consultare una sfera trasparente e mi avesse detto: “Ti piacciono i Faith no more? Ti piace la voce di Mike Patton? Beh, tra qualche anno si metterà a cantare Il cielo in una stanza.”. No! Decisamente non ci avrei creduto ed invece eccolo qui il nostro caro Mike, mente dei Faith no more dopo l’abbandono di Chuck Mosely nel 1988, creatore ed ispiratore degli avanguardisti Fantomas, padre dei Tomahawk e cantante versatile come quasi nessun altro, eccolo partorire l’ennesima stramberia che solo un paese strambo e impossibile da comprendere come l’Italia poteva ispirargli.

Lo avevamo lasciato con Pranzo oltranzista, l’affresco musicale dedicato a Filippo Tommaso Marinetti e alla sua cucina futurista nel 1997 in collaborazione con il sassofonistaJohn Zorn, ma è evidente che il suo amore per il Belpaese va oltre le fantasticherie culinarie. È certo che non stiamo parlando del Mike Patton di The real thing o di Angel dust e le sonorità che stanno catturando ultimamente uno dei pionieri del primitivo nu-metal sono totalmente lontane da quelle che hanno dato i FNM in pasto al grande pubblico. Ma una mente versatile e pronta ad oltrepassare ogni confine di sorta capita facilmente di essere affascinata da cose non conosce o che provengono da altri “pianeti”, musicalmente parlando. Mondo cane è forse la definitiva esplosione di un fenomeno musicale che stava annusando l’aria del nostro paese, attratto dalle sonorità pacate e sdolcinate che solo gli italiani s anno mettere in musica. Il progetto nasce nel 2007 con l’intento di portare in giro per l’Italia una rivisitazione di alcuni brani famosi appartenenti alla musica leggera nostrana attraverso un ventennio (’50 – ’70) che ha segnato la nostra storia musicale. E chi meglio di Mr. Patton poteva riuscire in questo? Il generale d’acciaio del rock con la collaborazione del trombettista Roy Pacy è riuscito ad immedesimarsi in grandissimi come Fred Buscaglione con la notissima Che notte!, oppure ancor più notevolmente dare tono alla sua voce per Ore d’amore di Fred Bongusto. È una scelta coraggiosa quella di Mike, non solo perché la scelta è caduta su brani di non facilissima lettura, ma anche per la profonda differenza di timbro vocale di Patton con quello degli interpreti originali ed è un ulteriore riconoscimento a lui e ai tecnici del suono, per essere riusciti nell’intento d i non stravolgere se non in modo del tutto funzionale le tipicità dei brani. Non voglio che il tutto si riduca ad un commento celebrativo delle sue gesta, dopotutto già in passato, attraverso l’ugola di grandi crooner come Perry ComoDean Martin, si era assistito alla rilettura o alla pubblicazioni di swing in italiano, e la versatilità del cantante dei FNM ricorda un po’ quello stile, con un accento da italo-americano vero fa della capacità interpretativa il suo cavallo di battaglia lungo tutto il disco.

Un progetto divinamente ispirato che tocca il massimo, il climax, con la splendida Scalinatella di Murolo, nel quale brano Patton mostra doti dialettali che aggiungono una ulteriore stella al voto finale del disco. Mai e poi mai avrei immaginato, una quindicina di anni fa, di potermi trovare a scrivere questo tipo di recensione. Se è un sogno è bellissimo e siete pregati di non svegliarmi. Grazie!

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