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Soit l’embrillage maudit!: in tour con IO MONADE STANCA

SOIT L’EMBRILLAGE MAUDIT!

(ovvero breve resoconto del mini-tour francese de Io Monade Stanca.)

Martedì 9 febbraio, Montpellier, Le Mojomatic

Bufera, neve, ghiaccio, strani rumorini della frizione. Chi ben comincia..

La Monade lascia Canale, direzione Montpellier, in ritardo di quasi due ore sulla fantomatica tabella di marcia e lo fa nelle peggiori condizioni atmosferiche possibili. In realtà scopriamo poi di essere perfettamente in orario, il buon Nicolas ormai ci conosce… partire sempre in anticipo sul ritardo previsto è sempre buona norma. Dopo circa cinquanta metri di viaggio, la frizione comincia a lamentarsi fischiettando. Lievissima sensazione di paranoia ma niente di insopportabile. Dopo qualche chilometro, gli Skeleton Crew ci cantano a squarciagola che tutto va bene (“It’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fiiiiiiiiiiine!“) ed i problemi meccanici del furgone spariscono d’incanto, salvo ritornare più cazzuti che mai appena imboccata l’autostrada. Breve telefonata al meccanico di fiducia Io Monade Stanca che subito sputa la diagnosi: è quel bastardo del cuscinetto della frizione. Prognosi: abbiamo ancora circa 2000-3000 Km di buono, ma se la frizione dovesse rompersi.. Cristo, ma perché mai dovrebbe rompersi?!

Beatles, Three Second Kiss, Melvins, 883, Wilco, Verdena, Battles, Tortoise e molti altri ci scortano fino a Montpellier. La neve è solo un brutto ricordo, in Costa Azzurra è primavera inoltrata, la frizione rumoreggia ma con estrema dignità. Di Montpellier ricordo solamente il semaforo rosso più lungo della mia vita ed i tram coloratissimi, alcuni rasta, altri psichedelici. Le Mojomatic è un locale piccolo ma accogliente, conosciamo gli Auca e Abel della Head Records, l’organizzatore di questa AfricanTape Night. A cena è di scena il vegetarianismo spinto: minestra di zucchine, lenticchie in umido e banana di dessert.

Io Monade Stanca suona compatta nel seminterrato, il poco spazio impedisce una corretta patafisicità,  Edo traduce i titoli delle canzoni in francese per il pubblico che pare gradire. Forza Italia. Poi gli Aucan (con Olivia Oyama ai suoni) e la loro svolta elettronica: che dire, sono fichissimi.

Si dorme da Flau, chitarrista degli Stunt Men, gruppo hardcore di Montpellier. Il Re incontrastato della casa è Chad, un bruttissimo cane pechinese, nero, scorreggione e con evidenti difficoltà respiratorie: tutto ciò è sufficente per farlo diventare l’idolo e l’attrazione principale della nottata.

Il primo giorno è andato. Bene.

Mercoledì 10 febbraio, Lyon, Le Sonic

Stanotte Io Monade Stanca suona su di un battello sul Rodano. Timida claustrofobia. Fuori c’è un freddo invivibile, dentro la situazione migliora un pochino ma non troppo.

Niente palco, meglio così, alla Monade piace il contatto. Thomas ci riempie di cibo e birra, un bicchierino di assenzio rende la temperatura un po’ meno assurda. .

Il concerto inizia presto, ma la gente lo sa ed arriva numerosa. I Lunatic Toys hanno un che di Zu, forse solo per il sottoscritto, meno precisi e molto meno zozzi del trio romano. Pollice alzato per il trio jazz lionese, insomma. La Monade è più libera della sera prima, la patafisica imperversa, i lionesi si scaldano. E, dato trascurabile ma nemmeno troppo, comprano cd e magliette e finanziano il proseguio del tour. Una gran serata, si suona e ci si diverte un casino davvero.

Si dorme con Thomas a Ground Zerò, storico locale-centro sociale-polifunzionale di Lione. Dormiamo nella stessa stanza dove hanno dormito Don Caballero, Nomeansno, Animal Collective, Chevreuil, Battles e mille altri. Un po’ ci si emoziona, suvvia.

Il freddo ormai ci è  entrato dentro, meno male che in stanza ci sono due simpaticissime stufette elettriche. Calore. Finalmente.

La mattina, causa gelo, è  impossibile fare la doccia ma non fare la cacca in bagno, temperatura sotto zero. Thomas ci riempie di strepitose torte salate.

Viva i viveri e forza figa. Abbondante sempre comunque ed ovunque.

Giovedì 11 febbraio, Limoges, La Fourmi

Ah, che figata la data di Limoges!

Per strada, supportati dal sole di Bob Marley, troviamo l’apocalisse ghiacciata ed a Limoges, se possibile, fa più freddo che a Lione: chissenefrega.

La Fourmi è un locale ideale per fare musica, la Monade conosce Gaelle Maas che si è occupata dell’artwork di “The Impossible Story of Bubu” con il suo onirismo fanciullesco e riabbraccia gli Aucan per quella che sarà la seconda AfricanTape Night in tre giorni. Si mangia messicano e si sbevazza abbastanza, il backstage è di quelli importanti e superforniti. Il concerto scorre via veloce, questa volta senza infamia e senza lode: le ore di viaggio e la stanchezza cominciano a farsi sentire.

Il dopo show è di quelli da ricordare. Si dorme da Olivier, importante pittore hippie di Limoges. Casa sua è bellissima, verde, accogliente e soprattutto calda, molto calda. Diamo un’occhiata alle sue tele ed il giudizio è unanime: bravo bravo questo cinquantenne pazzerello. Seconda cena, a tavola ci sono anche Fabrice, un editore-poeta-free styler, Gaelle, la moglie di Olivier ed un fotografo che più rompicoglioni di così non si può. Si parla di tutto, non senza difficoltà di comprensione, fino alle quattro del mattino. Per la nanna, ci viene lasciato un piano intero della casa. Questa sì che è ospitalità. Viva Limoges.

Venerdì 12 febbraio, Perpignant, La Fabik à Bracques

Perpignant è l’ultima città della Francia, poi Spagna. Ci vogliono circa sette ore per arrivarci da Limoges: questa volta, però, il tempo ci assiste ed il viaggio è gradevole.

Arrivati a Perpignant, il fattaccio: la frizione (embrillage in francese) fischia più forte che mai, puzza da morire e ci saluta. Benissimo. E’ venerdì sera, non c’è un meccanico aperto e difficilmente ne troveremo uno sabato o domenica. La paranoia e gli scazzi cominciano a farsi forti, la data di sabato a Marsiglia è in forte dubbio, così come il nostro ritorno in Italia sani e salvi. Azz.

Si suona in un’ex fabbrica trasformata egregiamente in un centro polifunzionale. Prima della Monade in Para, suonano i Rectus. Ora, io sono musicalmente aperto a tutto, ma quando batteria e basso si uniscono a flessibili, trapani, ferraglia varia e puzza da fabbro.. personalmente comincio a storcere il naso. De gusti bus, eh..

Ci raggiunge un amico, François Cambuzat, front man de L’Enfance Rouge, una persona davvero fantastica  e disponibile. L’argomento principale della serata è, manco a dirlo, la frizione rotta. Il concerto monadoso non lo ascolto molto, più che altro penso a come tornarmene in Italia in tempo per lunedì mattina, il lavoro chiama e mi tocca rispondere.

Sabato 13 febbraio, Marseille, L’Embobineuse

Il meccanico di fiducia in costante contatto con noi, ci fa sapere che è possibile guidare senza frizione, l’unico problema è che non si può scalare all’indietro. Piccolo dettaglio.

Ci aspettano quasi 1000 Km di merda, insomma. Decidiamo di partire comunque alla volta di Marsiglia, poi que sera, sera..

Ad ogni partenza si esulta, ad ogni casello si trema. Matteo è semplicemente fantastico e si guadagna sul campo il soprannome di “volante d’oro”. La frizione a volte ci pare solo un brutto ricordo.

Arriviamo a Marsiglia e parcheggiamo il furgone appena fuori l’autostrada: guidare in queste condizioni nelle viuzze del centro storico è impensabile e da pazzi. Roland ci viene in soccorso col suo furgone, scarico-carico velocissimo ed arriviamo all’Embobineuse, un posto davvero unico e strampalato, sicuramente bellissimo.

Cena da re con pesce, patate al forno ed altre mille golosità.

I Betunizer, dalla Spagna con furore, aprono la serata con la loro potenza a metà tra Shellac e Motorhead. Io Monade Stanca suona benissimo ed esalta i presenti che chiedono bis a gran voce. Naturalmente accontentati.

Dopo il concerto si decide di tornare a casa subito. Smonta, carica, scarica, carica di nuovo e via, si parte per quello che ha tutte le caratteristiche di un vero e proprio viaggio della speranza. Volante d’oro ci porta a casa sani e salvi. E puzzolenti. Che figo essere in tour. Sia maledetta la frizione.

a cura di Tiziano ‘Sleepy Feeling’ Furlanetto

www.myspace.com/iomonadestanca

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