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Il Venerdì

Il Venerdì di Impatto Sonoro #1: Preti buoni, preti cattivi o Katy Perry?

Inizia oggi e continuerà presumibilmente tutti i venerdì questa nuova rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima.

Oggi si parla di sacerdozio e Katy Perry.

Non facciamo gli ipocriti, o quelli aperti a tutto e a tutti. Non siamo escort. Il rock cristiano è un ossimoro e gente come P.O.D., mewithoutyou, As City Burns, i nostri The Sun, quando non ci fanno girare apertamente i coglioni, ci fanno sorridere.
Con un po’ di pena, diciamocelo chiaramente. Molto più che per Marylin Manson e per tutte le altre rock star maledette ormai in fase di aperta decomposizione.
Che sia una delle più ridicole espressioni della secolarizzazione o un disperato ed evitabile tentativo di nuova evangelizzazione poco ci importa.
Quel che ci preme sottolineare, con la dovuta cautela vista la leggerezza della rubrica, è la recente invasione di prelati nel mondo della musica, già perennemente infestato da presenze sgradevoli.
Il nostro Frate Metallo, evaporato in una bolla di sapone nel tempo di una bestemmia, era evidentemente una divertente deriva di un folklore tutto all’italiana. L’hanno invitato persino al Gods Of Metal, che, dopotutto, di diabolico ha ormai solo il prezzo del biglietto. Qualche intervistina, qualche chiacchiera, la sensazione che fosse una grossa bufala e tutto è finito lì, come le bocce quadrate o i cani parlanti.
A puttane, come al solito.
La cosa preoccupante arriva, neanche a dirlo, dalla Francia. Les Pretres – se ci fosse bisogno di una traduzione, I Preti – sono un trio di allegri sacerdoti che hanno deciso di incidere un disco per finanziare la costruzione di una chiesa nel dipartimento francese delle Hautes-Alpes e di donare dei computer a una scuola del Madagascar. Il risultato va ben oltre le aspettative: 100.000 copie vendute nel primo mese e un fenomeno mediatico che, per ora e fortunatamente solo in Francia, non sembra vedere fine.
Anzi no, pare perfino che i 3 siano pronti a realizzare una versione italiana del loro album “Spiritus Dei”.
Già, perchè non ci bastava il disco con la voce di Benedetto XVI prodotto dalla Geffen o Ferretti che si inciucia con Ferrara.
Arriveranno questi 3 attori da film porno di seconda categoria vestiti da prete a cantare su una base di organo, violini, batteria e cori gregoriani e non ci capiremo più un cazzo.
Diremo che la chiesa si apre alla modernità, agli aspetti più duri della realtà, che la chiesa scende in strada e che non è un modo per rimediare all’astinenza sessuale, accetteremo di buon grado avvisi minatori sulle scatole dei preservativi, tratteremo come espressioni di gergo comune cose come “birra analcolica” e “Calderoli Ministro”.
Oh, cazzo.
Ci hanno davvero preso tutto.
Ci hanno fregato pure la parola rock e non ce ne siamo ancora resi conto.

Rassegniamoci, nel video dei Les Pretres Madonna non arriva a mettere ordine.
Rassegniamoci, cominciamo a studiare, e ahimè, ad apprezzare il nemico.
Sì, perchè c’è un simpatico sacerdote, Don Max Granieri che ha un blog e potrebbe essere il perfetto stereotipo del prete moderno che usa internet per diffondere il verbo del Signore anche tra i nerd, che sì, a volerla estremizzare un tantino, o a voler essere semplicemente stronzi, sono un po’ i nuovi sbandati, le pecorelle da riportare al pascolo in questi fottuti anni zero infestati da Facebook, Twitter, World Of Warcraft e Youporn, soprattutto Youporn.
Mi ci son messo, sul serio, a cercare di capire se c’è del buono o se è solo strisciante, astuta, sorprendente ma comunque infida propaganda clericale in un paese che non ne ha certo bisogno.
Ebbene, Don Max Granieri, quando parla di musica, è probabilmente meglio di un qualsiasi recensore di Rolling Stone (e ci vuol tanto?). Ha analizzato “Andate Tutti Affanculo” degli Zen Circus da una prospettiva e con un acume che i geniacci dell’indie neanche si sognano nelle notti di luna piena. Ha rivisitato, seppur con comprensibile deformazione professionale, la storia del punk e della new wave. Ha discretamente  smerdato in tempo reale lo scorso festival di SanRemo, meglio di Repubblica, molto peggio solo di noi.
Forse Don Max ha semplicemente un quoziente intellettivo leggermente superiore alla media degli altri religiosi d’Italia, forse ha semplicemente capito che l’apertura mentale non è un peccato mortale, forse si è fatto prete per sbaglio, chi lo sa?.
Fatto sta, se fossi un cattolico più o meno convinto, mi piacerebbe andare in patronato e giocare a ping pong con Don Max, mi piacerebbe infilare la sciarpa nella porta del calcio balilla e fargliela sotto agli occhi a Don Max, mi piacerebbe confessare a Don Max che mi sono masturbato guardando l’ultimo video di Katy Perry, che ho ascoltato l’ultimo disco degli Impaled Nazarene e mi è piaciuto anche se non trasmette una bella immagine di Cristo Nostro Signore.
Sono sicuro che Don Max apprezzerebbe, me, gli Impaled Nazarene e Katy Perry.

Ah, giusto per rimanere in tema e parlare di cose serie, una precisazione.
Ascoltiamo musica pesa, abbiamo pianto per la prematura morte di Paul Gray degli Slipknot, ci siamo dispiaciuti per lo scioglimento degli Isis, per quello degli Scorpions un po’ meno, ma poi la notizia che più ci fa precipitare nello sconforto è questa: Katy Perry si è sposata. Con Russel Brand, di cui non sappiamo assolutamente niente, ma il fatto che sembra assomigliare tremendamente a Nevruz di certo non serve minimamente a risollevare la nostra autostima.
Si sono sposati in India, lui ha regalato lei una tigre del Bengala, lei un elefantino, animali dei quali non ci è dato conoscere la fine. Gli animalisti, come consuetudine, si sono infuriati come iene squartate (oh, cazzo), sempre e comunque un pochino meno di quella volta in cui Bigazzi ha spiegato alla sostituta della Clerici con l’acquolina in bocca come si cucina il gatto (A Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto).
Per noi, intanto è definitivamente finita, consoliamoci con questo video e con il nostro pene che si fa coriandoli.

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