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Marlowe – Fiumedinisi

2010 - Seahorse Recordings
rock/post/alternative

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Tracklist

1. Chiedi al buio
2. Dei tuoi miracoli
3. Fino alle ossa
4. 2 Maggio
5. In fondo alla gola
6. Devo tutto alla notte
7. The last day swimming
8. Christina
9. Dalla terra
10. Di fame, di madre
11. La stanza di Veronica

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Vai tu a pensare che a Caltanissetta facevano musica così figa? No, non fraintendetemi, iniziare una recensione così può farci sembrare leghisti o cosa, in realtà Good Times Bad Times ripudia quelle fecce umane, ma è chiaro che non si sente parlare tutti i giorni di musica di quelle parti.I Marlowe, abbracciati da qualche tempo dall’ottimo Cesare Basile che si è interessato alla loro causa, escono dalla sepoltura con Fiumedinisi, il loro quarto disco, che ha il piacere di impreziosirsi della pubblicazione sotto Seahorse Recordings, nome che fa capo ad un certo Paolo Messere.

Se non lo conoscete, pazienza, perché l’importante è sapere che in questo album la band riesce a consolidare il suo estro creativo con uno spietato indie pop (perdonate l’oscena definizione) che ricorda, per la dolcezza con cui alcune melodie cullano l’ascoltatore facendo leva anche su un tipo di vocalità spesso molto soffusa e metricamente lenta, i nostrani …A Toys Orchestra, e pure certe tinte post-rock e noise (vedi anche My Bloody Valentine e Sonic Youth in salsa mediterranea) che si sentono soprattutto nella scelta di alcuni arpeggi o alcuni suoni di batteria, come nella splendida “Dei Tuoi Miracoli”, che musicalmente ha il pregio di assomigliare anche ad alcune perle dei Massimo Volume, anche se in un ambiente completamente diverso. Concretizziamo un attimo questa recensione: l’esperienza compositiva di una band arrivata al quarto sforzo si sente in maniera particolare in brani difficili sia da scrivere che da “gestire” come l’opener “Chiedi al Buio” e la stupenda “The Last Day Swimming”, brano che si eleva con discreta facilità a portabandiera di quell’insieme molto esteso di canzoni che in questo disco sanno contemporaneamente farsi ricordare con semplicità e penetrare in profondità nel cuore di chi le subisce. E’ anche il pezzo in cui la voce sussurrata ricorda certe sfumature del Ferretti dei bei tempi, nei CCCP ma anche negli assembramenti pseudo-punk dei PGR delle ultime stagioni, per toccare anche il sempreverde Cristiano Godano, evidente punto di riferimento per voce e chitarre (qualche pezzo potrebbe arrivare direttamente da album come Senza Peso o il sottovalutato Bianco Sporco). Da replicare, tutto questo discorso, soprattutto per “Fino alle Ossa”, il brano più efficace di tutto Fiumedinisi, forse per la sua forza comunicativa penetrante che si desume dalle armonie di chitarra, dalla timbrica della voce, dal testo profondissimo e dalle ritmiche limitate a fare il loro lavoro d’accompagnamento, così come faranno per buona parte del disco. Momenti più aggressivi accompagnano i Marlowe in “2 Maggio”, l’altra buona stella dell’album, dall’incedere graffiante ed ansioso, disteso finché le distorsioni sono spente salvo poi disegnare una storia piena di tensione con un tratto decisamente nervoso quando sono le chitarre a pestarci dentro.

Gli elementi che creano un filo comune in questo disco sono tanti e per questo riassumerli non è semplice. C’è la grandiosità sia esecutiva che compositiva di ogni singolo componente della band, con il giusto apporto di ogni nota o sezione di canzone. C’è l’esperienza che si fa sentire quando è ora di sistemare brandelli di brano dentro incasellature per niente banali e che tendono a dilatarsi, in media, ben oltre i quattro minuti. E infine la diversificazione continua del sound, che prima può ricordare effervescenze punk o post-punk, poi i toni più cerebrali dell’indie americano, poi la new wave e ciò che ne derivava, per non lasciare in disparte neppure l’alternative rock della tradizione italiana.Come dire, non ce lo aspettavamo ma anche a fine 2010 può uscire uno dei dischi dell’anno.

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