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British Sea Power – Valhalla Dancehall

2011 - Rough Trade Records
rock/alternative/indie

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Tracklist

1.Who's in control
2.We are sound
3.George Ray
4.Stunde null
5.Mongk II
6.Luna
7.Baby
8.Living is so easy
9.Observe the skies
10.Cleaning out my room
11.Thin black sail
12.Once more now
13.Heavy water

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Quanti celebri paragoni bisogna accaparrarsi per poter essere considerati musicisti di spessore? I British Sea Power, risponderebbero, nessuno! Dopotutto è la pura verità, non c’è bisogno di accostarsi a nessun genere in particolare al fine di riuscire nel lasciare un qualche segno nella storia della musica. La versatilità dell’alternative rock, tuttavia, prevede un alto prezzo da pagare; o ti cimenti in qualcosa che riesce difficile a chiunque altro, o ti accontenti di essere il clone al quadrato di un gruppo di maggior successo.

In Inghilterra queste cose le conoscono benissimo e non si sognano neanche di cercare di evitarle. Per molti è un vantaggio troppo importante, avere un immagine da “next big thing” o da figli di una generazione morta e nostalgicamente rimpianta, che ciclicamente cerca di riproporsi come uno zombie uscito dalla tomba. I British sea po wer hanno imparato la lezione dei Kings of leon e non hanno perso tempo a riproporre un prodotto finemente lavorato e destinato alla causa commerciale, così come ben evidenziato nelle cadenze quasi Springsteeniane di We are sound. Valhalla dancehall è una rivoluzione e una rinascita o un funerale andato deserto, dipende dal gradimento che possono scatenare nell’ascoltatore medio di alternative. I buoni episodi in questo lavoro non mancano, ce ne sono molti, quasi tutti, ma molto dipende dal sistema di riferimento. Se si considera la temperatura sonora, pezzi come Who’s in control e Stunde null sono di assoluta qualità, se si prende in considerazione la struttura e la “preziosità” tecnica vengono in mente immediatamente potenziali singoli da rock radiofonico come Observe the skies o come la delicata George Ray. Questo non è un processo alle intenzioni, null a mi fa presagire che i BSP abbiano agito in “malafede” solo per potersi accaparrare gli scarti ormai fin troppo tediati dai Kings of leon nel proporsi come loro naturale estensione musicale. La genuinità di un disco è più un alibi personale, un modo per potersi guardare allo specchio con malcelata delusione, illudendosi che “si è fatto un buon lavoro”.

I British Sea Power di Valhalla Dancehall sono un gruppo maturo ed esperto in grado di capire “la pancia” dell’ascoltatore medio e di renderlo felice proponendo materiale di buonissima qualità e di grande efficienza nel raggiungere il target prefissato, un esempio pratico delle innumerevoli possibilità di un mercato che si tiene in vita nella consapevolezza dei grandi cambiamenti che lo attendono.

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