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Il Venerdì Di ImpattoSonoro #15: LCD SOUNDSYSTEM was playing at my house

Si rabbuia, e continuerà a rabbuiarsi, questa demotivante rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima. Oggi si parla di Lcd Soundsystem e Funeral Party. A cura di Fabio Gallato.

La prima regola per scrivere un disco pop perfetto è essere dei fottuti paraculi, fare musica che ricordi al pubblico qualcosa di già fatto in passato e che ha già ottenuto il gradimento del pubblico.
E allora James Murphy è un genio, furbo come pochi, ma sempre un genio.
Gli Lcd SoundSystem erano un’opera priva di invenzioni vergini, ma di un’originalità grottesca e paradossalmente unica. Sapeva di Kraftwerk, Moby, Daft Punk, Notwist, Cure, Blur, Talking Heads e perfino di Ramones e di tutto il punk che venne dopo.
Gli Lcd Soundsystem si sono sciolti, perchè James Murphy ha troppe cose da fare.
Sta mollando, dopo essersi tirato su le maniche, sbucciatosi le ginocchia e aver scritto un paio di dischi che alla perfezione pop si avvicinavano parecchio.
Frammenti di poesia urbana da ballare e da sudare. Con il sole che batte in testa , con dietro una piramide, con i Daft Punk sulle spalle, con l’eredità di una scena, quella punk-funk, che sembrava poter spaccare il mondo e poi si è spaccata da sola, con gli iPod, gli iPhone, gli iPad, i vari surrogati pieni zeppi di remix di merda, con il rock che diventa un decrepito album da colorare con pennarelli nuovi, con la consapevolezza di essere una bomba a orologeria, ma anche che il tempo corre veloce e prima o poi si ferma.
E forse per gli Lcd Soundsystem, il tempo si è fermato nel momento migliore, dopo aver dato tutto quello che c’era da dare, dopo aver fatto tutto quello che c’era da fare, dopo aver rovinato abiti da lavoro e jeans già sfatti, dopo essersi fatti beffe di ridicoli baffetti e improbabili righe in parte, dopo essere stata la new sensation di turno e non averci dato minimamente peso.
Il 2 aprile a New York, Madison Square Garden, ci sarà il loro ultimo show, un set di 3 ore con materiale inedito e ospiti d’eccezione. Al pubblico sarà chiesto di presentarsi vestito di bianco, di nero, o di bianco e nero. Un evento sicuramente epocale, un vero e proprio funeral party in piena regola.
Dopodichè la scena sarà per la solita marea di cresciuti ragazzini con la camicia a quadri, i jeans sempre più stretti, il baffetto, la riga in parte, il bicchiere in mano, le foto digitali e qualche festa electro da quattro soldi che più che di sudore, puzza di marcio e di sconfitta.
La nostra, cazzo.

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