Menu

Recensioni

One Dimensional Man – A Better Man

2011 - La Tempesta Dischi
rock/alternative

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. A Better Man
2. Fly
3. A Measure Of My Breath
4. This Crazy
5. This Hungry Beast
6. The Wine That I Drink
7. Ever Smile Again
8. Ever Sad
9. Too Much
10. Face On Breast
11. This Strange Disease

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Bentornati !
Sette dannati anni dopo il patinato ma pregevole Take me Away, e soprattutto alla fine di un triennio nel quale Pierpaolo Capovilla e Giulio Ragno Favero hanno fatto il bello e il cattivo tempo della scena indipendente italiana, contribuendone non poco al rilancio, sotto il celebrato e trasversale segno del Teatro degli Orrori.

A Better Man, uscito per la sempre lungimirante Tempesta, è la quinta fatica della band veneta che vede come da tradizione mr. Capovilla alla voce (in inglese) e al basso, Giulio Favero alla chitarra e la gradita new entry Luca Bottigliero alla batteria. Meno diretti e incazzati di un tempo ma più affascinanti e misteriosi. Il nuovo lavoro trasmette tutta la disinteressata creatività dell’eclettico duo, sodalizio artistico sempre intrigante che fonde l’intenso e malato magnetismo di Capovilla alla sofisticata eleganza compositiva di Favero.
Undici tracce pericolosamente eterogenee, nelle quali gli One Dimensional Man si spogliano dalle vesti di alfieri del noise rock nostrano, reinventandosi collettivo maturo e consapevole, con inediti trapianti di elementi postmoderni e sonorità variamente contaminate. Colti da indiscutibile rinnovata ispirazione, l’evoluzione compiuta spiazza e divide, sospendendoci tra gradevole sorpresa e risveglio traumatico. Capovilla ripone momentaneamente la sua sempre ispirata penna, lasciando l’onere delle liriche all’amico poeta australiano Rossmore James Campbell, e apre le porte ad una nutrita ed affascinante schiera di ospiti (Enrico Gabrielli dei Calibro 35, Rodrigo D’Erasmo, Jacopo Battaglia degli Zu e numerosi artisti stranieri).

Tra gli episodi più luminosi l’eterea Fly, caratterizzata da un cantato sofferto e dall’efficace verve del nuovo drummer, gustosa rievocazione del maestoso stile dei Tool (paragone costante lungo il corso dell’opera), la struggente ed orchestrale Ever Sad, icastico simbolo del novello corso della band e l’aggressiva Ever Smile Again, ruvida deriva postgrunge con graditi richiami al must You Kill Me. Convincono meno la titletrack introduttiva e Face on Breast, cover di Scott Walker. Altri capitoli, come la glaciale e potente This Crazy, le vigorose A Measure Of My Breath e The Wine That I Drink (primi palesi rimandi ai lavori del Teatro) riallineano verso l’alto la qualità dell’opera.

La reentry degli One Dimensional Man sarà accompagnata dall’immancabile plotone di scontenti e nostalgici, come da tradizione del popolo indipendente italico, da sempre avvezzo a delusioni ingiustificate o eccessi estatici. Gli ODM non sono né il Teatro degli Orrori né il gruppo che fu, e ci mancherebbe. Gli anni passano, il buon vino invecchia (bene) e i gusti mutano. A Better Man è un album controverso, potente e ricercato, seppur talvolta lievemente freddo ed asettico, ma esaltato da una registrazione elegante e sofisticata. Un buon disco che regala alla band una nuova, inaspettata, dimensione.

[soundcloud url=”http://soundcloud.com/latempesta/one-dimensional-man-this-crazy”]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close