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Interviste

Intervista a UMBERTO PALAZZO

Quattro rapide chiacchiere con Umberto Palazzo. Fu tra i primi membri dei Massimo Volume. In seguito Santo Niente e pure disc jockey. Un piccolo viaggio tra tributi, progetti futuri e consigli letterari.

A cura di Fabio La Donna.

Umberto Palazzo, classe 1964, cinque dischi di rock che trasudano emozioni con Santo Niente. Prima ancora l’esperienza nel progetto Massimo Volume. Eoni prima gli Aut Aut. Ora è uscito pure un tributo chiamato “Generazioni”. Partendo da una domanda che di solito si fa alla fine: cosa desideresti di più dalla tua carriera musicale?
Mi piacerebbe solo avere più tempo per suonare, comporre e registrare. E per quanto riguarda le esperienze passate non trascurerei gli Allison Run, che hanno occupato buona parte dei miei anni 80.

Trovo Generazione un tributo fatto in maniere impeccabile. Ci son gruppi che ripropongono tue canzoni in modo molto fedele, altri che le stravolgono e trovano nuovi sentieri. Un disco piacevolissimo che consiglio a tutti. Hai apprezzato questo lavoro?
E’ stato un regalo bellissimo, sono infinitamente grato a tutti gli artisti che hanno partecipato. Una cosa così succede poche volte nella vita.

Generazioni, un omaggio al Santo Niente by magmusic

Sempre rimanendo in tema di tributi in quello fatto ai Diaframma, che è uscito qualche anno fa, hai scelto di coverizzare “Lode ai tuoi amici”. Come mai tale scelta?
Mi rivedevo nel protagonsita della canzone, mi sembravano cose che avevo vissuto. Poi parlando con Federico ho scoperto che la sua intenzione narrativa era l’opposto della mia. Ma le belle canzoni sono così: diventano di chi le ascolta.

Ultimamente ho notato che stai promuovendo parte della tua discografia gratuitamente sul web. Vuoi parlaci di questa scelta e di cosa ti ha spinto a farlo?
La musica viene fatta perché sia ascoltata. Una volta esaurita la vita commerciale del disco non credo abbia molto senso conservarla sotto vuoto. Meglio farla circolare.

“Il fiore dell’agave” (2005) – “sei na ru mo no wa na i” (1997) – “La vita è facile” (1995)

Tanti, troppi ti han chiesto nel corso del tempo le tue ispirazioni musicali. Idem per gli ascolti recenti. Perché, allora, non ci consigli qualche buona lettura o un bel film che ti ha particolarmente colpito?
Consiglio di leggere libri di storia, la storia d’Italia, soprattutto. Non ho più nessuna fiducia nei romanzi e non provo quasi più piacere nel leggerli. E’ molto raro che un romanzo mi colpisca, ma forse ne ho letti troppi. Per quello che riguarda la narrativa italiana non rinuncerei mai a Gadda e mi piacciono moltissimo “La pelle” di Curzio Malaparte e i racconti di Domenico Rea. Il mio libro preferito in assoluto è “Cuore di tenebra” di Conrad, che rileggo a scadenze regolari. Mi è piaciuto moltissimo “L’uccello dipinto” di Jerzy Kosinsky. L’analisi chirurgica dell’animo umano di James Ellroy mi ha influenzato moltissimo, i libri di frontiera di Cormac mcCarthy sono bellissimi, ma non c’è niente che si possa comparare a Shakespeare. Nelle sue tragedie c’è l’Uomo e se proprio dovessi scegliere uno, sceglierei lui.
Mi piacciono il cinema di Kubrick e quello di Pasolini. “L’arpa birmana”, “Badlands”, “I sette samurai” e naturalmente Sergio Leone.

Il fiore dell’agave è tra le uscite dei Santo niente che preferisco più in assoluto. Ho notato però che è stato un disco di “rottura”. O lo si è “amato” o lo si è “odiato”. Hai notato pure tu questa cosa?
Per i nuovi fan, quelli arrivati negli anni zero, non c’è partita: “Il fiore dell’agave” è il disco migliore e sono semmai gli altri due, soprattutto il primo, a suscitare qualche perplessità. Penso che dipenda dalla suggestione, dal fatto che i primi due dischi si possano collocare in un momento storico per certi aspetti mitizzato, per l’aura che tutt’ora accompagna il Consorzio e perché quando eravamo più giovani tutto ci sembrava più bello. Ma il tempo alla fine, si sa, è un gran signore.

Intervista finita. Hai già qualche progetto per il futuro da rivelarci?
Il 20 ottobre esce “Canzoni della notte e della controra”, il primo disco di Umberto Palazzo. (http://controra.tumblr.com/post/9862345081/presentazione)

a cura di Fabio La Donna

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xnEotKHwo-o[/youtube]

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