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MISFITS – Piper, Roma, 16 settembre 2011

Felice più di Tardelli nella finale dei mondiali dell’82, decido di recarmi al Piper (famosissima discoteca degli anni 60) con la mia Vespetta rosso fiammante per rivedere i grandiosi Misfits. Dalla gioia incontenibile mi vien voglia di arrivare alla discoteca più trendy della capitale su una ruota, come avrebbe fatto il buon  Jerry Calà in “Il Ragazzo del Pony Express”!

Il locale si trova nel quartiere Coppedè, una delle zone più suggestive di Roma,  residenza di alcuni VIPs del grande cinema Italiano. Immagino Margherita Buy che telefona alle guardie denunciando due punk dalla cresta a spuntoni che gli orinano sullo zerbino  di casa mentre bevono una moretti da 66.
Entrando mi rendo conto che il leggendario Piper, a differenza di quanto avevo sentito dire, non è poi così male, infatti  il sound è buono , il palco abbondante e direi che questo  permette a tutti i presenti di godesi un concerto di qualità. Personalmente mi piazzo vicino al mixer dove, corre mito, il suono arrivi più pulito di qualunque altro posto.
I due gruppi che aprono le danze, rispettivamente i Fingernails e i Fenisia, non sono male anche se centrano poco con l’horror punk suonato dai Misftis.  Si beccano gli applausi del pubblico e riscaldano ben bene l’animo dei presenti  sempre più impazienti di vedere gli headliner dimenarsi sul palco.

Le luci si spengono intorno alle 22.30 e,in contemporanea, parte un intro che annuncia l’ingresso dei fenomenali Misfits. Il pubblico si incendia e, con loro, la band  esplode  suonando Halloween! Il moro veterano Jerry con il suo ciuffo impomatato macina canzoni a manetta regalando grandi classici ai presenti. Lo show prosegue frenetico e Jerry, Dez e Robo alternano pezzi memorabili a brani nuovi di pacca (ed era dopo dieci anni di vuoto) che saranno presenti nel nuovo LP The Devils Rain, presente nei migliori negozi di dischi dal 04 Ottobre 2011. Tutto sommato non sono malvagi, il pubblico risponde bene e il pogo sul parter del Piper non sembra calare di intensità. Mi riservo la facoltà di giudizio successivamente  ad un ascolto più attento dell’album, prossimamente in uscita.
Si crea un’empatia fantastica tra chi suona e chi si gode l’evento…  Sul palco c’è un casino di gente che sale di continuo, c’è chi balla, chi corre ad abbracciali, chi a scattare una istantanea mentre suonano, tanto che a un certo punto ho pensato che qualcuno salisse anche per rubargli il portafogli (ma considerando la stazza del buon vecchio Jerry,  avrei fortemente sconsigliato al temerario lo scippo).  È un tripudio di teste che si muovono sotto il palco e di stage diving  come non vedevo da anni in Italia, il tutto è reso possibile dalla mancanza di transenne  antipanico tra il palco e il pubblico ( è una vera libidine per gli amanti dal tuffo di testa sui cristiani!!!).
Il momento topico della serata arriva quando una cicciona sale sul palco e tutti si domandano chi abbia avuto la forza per sollevare quel peso massimo. Oltre ad avere due tette che ondeggiano come 2 buste piene d’acqua, ha anche la brillante idea di girarsi di schiena al pubblico e alzarsi la gonna… provocando conati di vomito al pubblico presente in sala! Un barlume di lucidità non è riuscito a raggiungerla neanche quando ha deciso di tuffarsi a mò di  “orca assassina”  sui malcapitati delle prime file.
A parte questi istanti di terrore e follia, la festa continua con il susseguirsi di brani memorabili come Skulls, American Psyco, Walk Among us, Gealous Again (cover dei Black Flag), Land of Death. Me la canto come un pazzo e godo come un riccio, attorniato da un pubblico variegato che spazia da punk, a dark, metallari, quindicenni e cinquantenni, uomini, donne, alieni e animali: stasera ci sono proprio tutti!
Dopo un saluto veloce il pubblico urla che non ne ha abbastanza e la band, capitanata dal grande Only,  rientra per una serie di Encore,  che si concludono con Die Die my Dirling (in quel momento ho il flash dei Big 4 a Milano che mi suonavano lo stesso pezzo…Vado in estasi!!!! Sembro Fantozzi che, tentando  di spacciarsi per un artista del circo, finisce sparato nel cannone, buca il tendone e ritrovatosi in provincia di Agrigento  ha una visione mistica, nella quale vede San Michele Arcangelo, che gli annuncia dell’imminente nascita di suo figlio).
A fine show, dopo aver tolto bracciali e mantello e, aver lanciato polsini sudatissimi sul pubblico, l’ex promessa del football collegiale, leader dei Misftis, spunta di nuovo per il tradizionale saluto speciale ai fans dedicandosi a loro con foto ed autografi (un grande! mai visto un artista tanto disponibile con i suoi seguaci) .
Cosa dire… esco dalla discoteca e mi impressiono dalla fila di ragazzini in coda per partecipare alla seconda serata HOUSE che il Piper si accinge a promuovere, e allo stesso tempo,sono assolutamente soddisfatto e felice di aver visto un altro concerto dei Misfits.

Ritengo che, vedere dal vivo una band di tale spessore,  per le nuove leve, sia il mezzo attraverso il quale ammirare l’attitudine e la coerenza  di gente che da trenta anni suona  con il cuore la propria musica. È palese la differenza con molti gruppi più giovani che, nonostante facciano dello sporco punk rock, si atteggiano a Mega Stars holliwoodiane!

Voto finale 8 e 1/2.

a cura di Mario Tissi

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