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Björk – Biophilia

Björk – Biophilia
2011 - One Little Indian
pop/art

Tracklist

    1.Moon
    2.Thunderbolt
    3.Crystalline
    4.Cosmogony
    5.Dark Matter
    6.Hollow
    7.Virus
    8.Sacrifice
    9.Mutual Core
    10.Solstice

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Biophilia, oltre che, banalmente, il nuovo disco di inediti firmato Björk, è soprattutto un progetto artistico particolare e complesso, che unisce quelle che siamo ormai abituati a percepire come le due anime espressive dell’artista islandese, ovvero la natura e la tecnologia.

Biophilia, amore per la vita, è il semplice corrispettivo audio di un ben più vasto spettacolo artistico, fatto di installazioni sperimentali, arti visive, danza, nonché un enorme pendolo capace di catturare la spinta gravitazionale della Terra e trasformarla in musica. E se tutto ciò verrà portato in sede live solo in un prossimo futuro, il disco fisico attualmente disponibile permette comunque di fare esperienza del grandissimo lavoro di ricerca operato da Björk, che è riuscita, partendo da semplici idee sviluppate tramite iPad, a catturare dei suoni spettacolari, dinamici, tridimensionali, pieni di vita.
Rispetto al precedente Volta (2007), sicuramente interessante, ma leggermente sottotono, Biophilia dimostra da subito una forza espressiva dirompente, una freschezza esecutiva che non si può fare a meno di considerare come traduzione di un periodo di rinnovata fertilità artistica, capace altresì di collegare e superare quanto già fatto dalla piccola islandese nella sua carriera.
In questo senso l’opener “Moon” è una classica ballata björkiana, nella quale l’immensa sensibilità vocale della cantante, raffinata nel progetto Medúlla (2004), si sovrappone a un’arpa delicata. La successiva “Thunderbolt” tiene fede al suo nome, avvolgendo l’ascoltatore in una tempesta di cori, beat e percussioni, in un crescendo di ritmi e saturazione che fa poi il bis con “Crystalline”, col suo finale drum’n’bass. Più pacata e intimista “Cosmonogy”, che richiama il sound di certa solenne ambient music.
Altri highlight del disco rispondono al nome di “Virus”, primo singolo, e vera chicca di orecchiabilità e intelligente immediatezza, “Sacrifice”, che fa nuovamente ricorso ai cori e ad azzeccati suoni elettronici, e “Mutual Core”, brano più tradizionale (per i canoni di Björk), che fa ancora una volta sfoggio dell’innata capacità dell’artista di essere pop pur nella più libera e sfrenata sperimentazione.

Biophilia è un’esperienza immersiva e intensa, piena di rimandi filosofici, scientifici e spirituali, che innervano i vari brani di un portato emozionale non indifferente, e rendono l’ascolto un viaggio nella personalità artistica di Björk, la quale in questa occasione presenta davvero un’opera di enhanced music a tutto tondo, un piccolo capolavoro che entra di diritto fra le migliori uscite dell’anno.

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Discussione

3 commenti for “Björk – Biophilia”

  1. bella recensione…
    ma non è che bjork si stia ormai chiudendo in un, come dire, bozzolo? trovo la sua musica sempre più criptica e involuta, ormai per pochissimi…

    Scritto da Alex | ottobre 13, 2011, 8:54
  2. Esatto, Alex. Ho sempre adorato Bjork, ma questo disco, come del resto tutti quelli usciti da Medulla compreso in poi, è noioso ed involuto in una maniera allucinante. Complimenti al coraggio e alla voce, ma voglio anche le canzoni.

    Scritto da Bruno | ottobre 22, 2011, 21:49
  3. Bè ragazzi dipende… Se amate Bjork amate inanzitutto la sua voce, che è ancora oggi MERAVIGLIOSA. Album capolavoro non ne sentiamo dal 2001, anche se nell’ultimo decennio qualche chicca a mio avviso è arrivata (mutual core, pneumonia, crystalline, oceania).

    Per me rimane nitoccabile, ormai alla radio e in tv si sentono solo commercialate firmate Britney, Gaga e compagnia bella. Per fortuna rimane la nostra bella islandese a tenere originale e sperimentale il pop!

    Scritto da Terence | marzo 2, 2012, 14:54

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