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Il Cavaliere Nero

Il Cavaliere Nero #5: Lamar Tribe – Tree-O, un album che ti da LA SCOSSA!

Carlo Conti, sassofonista alto, dalle spiccate capacità musicali, sia sotto il profilo strumentale che  compositivo (doti rare da trovare contemporaneamente in una sola persona) ha appena pubblicato un suo lavoro mainstream del gruppo Lamar Tribe e intitolato “Tree-O”.
Esce  per l’ etichetta romana Lhobo. Si tratta di un trio assieme al batterista statunitense Bob Gullotti, grandissimo esperto di questa formazione (nonché batterista del famoso trio The Fringe, di George Garzone), ed al bassista Vincenzo Florio, musicista dalle singolari capacità  ritmiche che sembrano provenire direttamente dagli anni 50, sollazzandoci con linee melodiche  di  bellezza, gusto e discrezione indescrivibili.
Questo disco ci suggerisce come la tradizione non sia un valore dimenticato, ma bensì è il passato che informa di sè il presente, al quale ci si riallaccia per creare qualcosa di nuovo, riproponendoci degli standard noti come ”Sophisticated lady” oppure ”Friday the 13 th” di Thelonius Monk sapientemente riarrangiati, con seplicità ma allo stesso tempo incisività.
Il sound di questo piccolo ensemble abbraccia anche le armonie degli anni 60 riproducendo quelle atmosfere care a John Coltrane del quale il nostro Carlo Conti sembra esserne completamente invaghito con ”e.s.p.” e ”Ginger Brad Boy” data anche l’attitudine moderna del batterista Gullotti.
Il nostro trio attraversa Mingus con  ”Reincarnation of a lovebird”, troviamo un brano di Pastorius, ”Reza”  la cui esecuzione acustica si allontana decisamente dall’ originale .
L’unico originale del disco questa volta è in quartetto, che vede la presenza del chitarrista Manlio Maresca , impegnato con il Conti in altre imprese come NEO ed I MOSTRI:  trattasi di una composizione estemporanea ”Circolo Letterario il Locomotore” che ci fa intendere la natura refrattaria ad ogni intellettualismo dei due musiciti( maresca e conti) nella quale i due stumenti, chitarra e sax si intrecciano in tessiture ”free”che ci ricunducono ad Ornette Coleman , ed è proprio con quest’ultimo che si apre il disco ”When Will The Blues Leave?”

La particolarità di questo trio è l’asprezza del timbro che questi strumenti imprimono ai solchi della storia del jazz dove  il dolce torpore del sax alto ci ricorda sempre di piu che la vita a volte  è amara,ma in alcuni casi può essere ancora  più amara.

a cura di Manlio Maresca
(É uno dei più prestigiosi chitarristi della scena jazz/noise italiana. Con lo stesso Carlo Conti fa parte dei Neo, recentemente tornati sulle scene con l’ultimo album “Neoclassico”, mixato e prodotto da Steve Albini)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=1J6ziSDNEwY[/youtube]

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