Vintage Trouble – The Bomb Shelter Sessions

Vintage Trouble – The Bomb Shelter Sessions
2011 - McGhee Entrtainment
rock/blues/alternative

Tracklist

    1. Blues Hand Me Down
    2. Still And Always Will
    3. Nancy Lee
    4. Gracefully
    5. You Better Believe It
    6. Not Alright By Me
    7. Nobody Told Me
    8. Jezzebella
    9. Total Strangers
    10. Run Outta You

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I  Vintage Trouble sembrano costruiti in laboratorio. E forse, chissà, lo sono anche, sebbene più a tavolino che in vitro. Abili, seducenti e cool in modo perfino fastidioso. Il gruppo di Los Angeles trasuda soul e rock n’ roll in un interessante mix di talento ed esplosività.  Parallelamente però la sensazione di patinata creatura dell’astuto Doc McGhee, navigato manager della West Coast (noto per i suoi affaire con Guns n’ Roses e Motley Crue), si fa largo nell’immaginario. Cosa pensare allora ? fregarsene di qualsivoglia pippa mentale e concentrarsi sulla sostanza. La musica. Sotto il segno di Otis Redding e degli Stones, tra Chuck Berry e gli Zeppelin, il sound dei Vintage Trouble è un veemente manifesto electro blues. Diligentemente scritto, ben suonato e magnificamente cantato.

Attivi da solo un paio di anni, sebbene tutt’altro che degli sbarbati, nascono dal congiunto volere del talentuoso cantante Ty Taylor, già Dakota Moon e appassionato di gospel, e dell’esperto chitarrista Nalle Colt, gibsoniano convinto. Accompagnati dal bassista giramondo Rick Barrio Dill e dal batterista Richard Danielson, raccolgono attenzioni e consensi crescenti in una parabola che li porta in breve dalla soleggiata Venice Beach ad un promettente tour mondiale. Tappe di supporto a Bon Jovi (altro protetto di McGhee) e partecipazioni illustri (Brian May), sono un biglietto da visita niente male, nello showbiz. Essere troppo derivativi, si sa,  è un’arma a doppio taglio, e spesso si finisce col farsi male. Quando ti rifai al passato in modo tanto palese vien da se pensare: “ehi ragazzi, siete cinquant’anni fuori tempo massimo”. I VT, nonostante tutto, appaiono perfettamente a proprio agio e, sarà per l’età, sarà per l’inclinazione, non danno l’impressione di bambini che giocano agli anni cinquanta.
Ma veniamo al disco. Partito con ottime credenziali grazie ad una prima metà davvero esplosiva, l’album si mantiene su discreti livelli, benché in calo nella seconda parte. Le scatenate “Blues Hand Me Down” e “Still And Always Will”, le intense “Nancy Lee” e “Gracefully” restano la migliore dote dell’opera. Dieci canzoni tra ritmo e melodia, come da tradizione rock ‘n roll, con un pizzico (proprio un pizzico) di personalità.

The Bomb Shelter Sessions è un esordio suggestivo e i Vintage Trouble sembrano l’annunciato nuovo fenomeno (commerciale? radiofonico?) dell’anno alle porte. Senza glorificazioni inopportune, questi Albert King moderni guidati dalla verve dell’abbronzato (come direbbe qualcuno) vocalist del Jersey, offrono un gradevole intrattenimento, sebbene rei del peccato (capitale?) di rendere un genere, per definizione sporco e cattivo, eccessivamente artificioso, alla vanagloriosa maniera Hollywoodiana.

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