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Il Teatro Degli Orrori – Il Mondo Nuovo

2012 - La Tempesta Dischi/Universal
rock/alternative

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Tracklist

1. Rivendico
2. Io cerco te
3. Non vedo l’ora
4. Skopje
5. Gli Stati Uniti d’Africa
6. Cleveland – Baghdad
7. Martino
8. Cuore d’oceano
9. Ion
10. Monica
11. Pablo
12. Nicolaj
13. Dimmi addio
14. Doris
15. Adrian
16. Vivere e morire a Treviso

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Il proverbio dice: “Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”. Esagerazione o coraggio di osare? Difficile giudicare: “Il Mondo Nuovo” è un album cangiante e camaleontico, che cambia aspetto ascolto dopo ascolto. Ma di certo non verrà annoverato come capolavoro della band e soprattutto, non potrà reggere il confronto con i primi due album. La nuova fatica del Teatro Degli Orrori, del resto, non è stata accolta con favore dalla critica. Discorso a parte per i fans più sfegatati che, nonostante la poca credibilità e stabilità strutturale dell’album, riescono ad apprezzarlo.

“Io Cerco Te”, primo singolo uscito da “Il Mondo Nuovo”, ci ha lasciato con l’amaro in bocca e ha mosso le prime lacrimucce nostalgiche: obiettivamente, il pezzo è lontano dalla cattiveria e dalla violenza (musicale e verbale) delle prime due fatiche, che hanno reso Il Teatro Degli Orrori una delle realtà più interessanti della scena musicale italica. Ma purtroppo, o per fortuna, non ci è stata concessa la facoltà di fermare il tempo e di escludere qualsiasi tipo di evoluzione, nel nostro caso, musicale.
Forse l’unica cosa che Il Teatro Degli Orrori non ha perso è la verve teatrale di Pierpaolo. Ora, pochi testi sono al loro posto, carichi di quell’invettiva fai-da-te collaudata dallo stesso frontman, ma è in ambito prettamente musicale che si è sfiorato (o si sta ancora sfiorando) il disastro. Sicuramente “l’esperimento”, non è totalmente riuscito: l’album è un Giano Bifronte, da un lato, testimonianza di un tentativo di adattamento a nuove forme musicali, dall’altro, sintomo di una, ancora, non perfetta versatilità musicale. Non è lo stesso Teatro Degli Orrori di “Compagna Teresa” o per portare un altro esempio, quelli di “Majakowski” e ancora “Due”: bisogna prendere coscienza di quest’esperienza, negativa e positiva allo stesso tempo e sperare nel futuro.
Il nuovo album de Il Teatro Degli Orrori risulta parecchio claudicante e spesso, poco compatto: si sono meritati le numerose critiche negative. Pezzi come “Gli Stati Uniti D’Africa” convincono pochissimo con la loro debole struttura e ristretta compatibilità con il resto dell’album. Pochi altri, nella fattispecie “Ion”, forse il più riuscito dell’album, o “Vivere E Morire a Treviso” permettono all’album di rimanere in una zona neutra, in bilico tra mediocrità e buona qualità. Ci sono poi quelle canzoni che difficilmente si riescono a capire: se nei primi due lavori della band, parole e musica andavano di pari passo, ne “Il Mondo Nuovo”, risulta complicato capire i testi unendoli all’atmosfera musicale.

Sono bravi, ma non si applicano.

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