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Orbital – Wonky

2012 - ACP
electro/techno/pop

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Tracklist

1. One Big Moment
2. Straight Sun
3. Never
4. New France (feat. Zola Jesus)
5. Distractions
6. Stringy Acid
7. Beelzedub
8. Wonky (feat. Lady Leshurr)
9. Where Is It Going?

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Com’è che si dice in questi casi? Chi non muore si rivede?
Sicuramente scontato partire da una formula del genere, ma come non applicarla alla reunion di un duo che ha fatto la storia della musica inglese degli ultimi vent’anni? Di chi stiamo parlando? Volete qualche indizio? Sono fratelli e hanno suonato insieme tracciando e marcando fortemente la linea di un genere musicale che in Inghilterra ha fatto e continua a mantenere tendenza. No! Non si tratta dei Gallagher!

A 8 anni di distanza dal loro ultimo lavoro, incontriamo di nuovo il duo degli Hartnoll, unici membri degli Orbital, un progetto tutto in famiglia che ha contribuito a creare quella che nell’immaginario degli appassionati del genere riecheggia di piatti chiusi, crash, bassi incalzanti, tappeti di synth, cassa dritta, il tutto guidato da schizzi al neon e scie di laser. Insomma, più in generale l’elettronica.
Dalla scena underground dei raves degli anni 90, passando più tardi alla dance e bazzicando per i clubs come tutti i fanciulli inglesi si divertivano a fare ai vecchi tempi, i nostri cari fratellini si affacciano sul 2012 simulando di non voler assolutamente dare nell’occhio, ma se la loro presenza in questi anni non si è vista, si può dire che all’inizio del mese si è sicuramente fatta sentire!
Con il loro nuovo album, Wonky, dal titolo semplice e quasi di sottofondo, non fanno altro che dimostrare tutto il contrario di ciò che sembravano affermare fino a qualche tempo fa: state attenti sbarbatelli dell’ultima ora, l’elettronica non nasce dal nulla, ma ha dei padri, che esigono rispetto, nonostante abbiano ormai vent’anni per gamba.
Così ci fiondiamo all’ascolto, consapevoli della grande esperienza di questo gruppo e dell’ottima qualità sonora, e infatti incontriamo subito un pezzo dai toni elettro molto studiati, One Big Moment, limpido e leggero, calibrato fino all’ultimo granello di suono.
Ci muoviamo poi verso terreni più decisi, d’impatto, in perfetto stile inglese, ed è il caso di Straight Sun, che proprio con un ritmo più incalzante anticipa la più rilassata ed ambientale Never, che ad un ascolto più attento non lascia scappare la cura della ritmica e ci da’ un quadro velato ma ricco di dettagli.
Il primo singolo dell’album è la track numero 4, New France, alla quale Zola Jesus presta una delle voci più particolari e potenti della scena indie. Questo pezzo è la chiave della cassaforte, torniamo indietro ai 90’s, in un’atmosfera profonda e impetuosa.
Gli altri lavori non si discostano molto dalle sonorità tipiche soprattutto della scena progressive ed electro inglese, Distractions ha già però un colorito più dubstep, per non parlare di Belzedub.
Particolarissimo è il pezzo che intitola l’album: ritmo serratissimo, cambi notevoli, osa spingersi verso orizzonti più nuovi, ma come non accorgersi delle sue solide radici techno?
La catena si chiude con l’ultimo anello, una chicca di nuda e cruda electro, che continua a ribadirci di restare comodi, siamo a casa nostra.

Wonky si rivela quindi uno dei migliori lavori di questa primavera, già ci viene voglia di ballarlo o di farcelo compagno di un viaggio in treno seduti vicino al finestrino.
Non ci resta che dare retta agli Orbital e non lasciarci abbindolare dai fenomeni del momento; i lavori seri sono altri e hanno alle spalle anni di osservazione e sperimentazione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Q9675nvyses[/youtube]

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