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Viaggio Al Termine Della Notte #2: Tons, Grime, Sunpocrisy, L’Alba Di Morrigan

“La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte”

Questa è una delle frasi più celebri del romanzo Viaggio al termine della notte, scritto da Louis-Ferdinand Céline nel 1932.
A volte, non è solo la vita a perdersi in qualche frammento della notte, ma anche la musica. Con l’avanzamento dell’era tecnologica, la quantità di uscite musicali è aumentata notevolmente, portando tutti i vantaggi e svantaggi del caso. Uno dei principali svantaggi è proprio quello di perdere tante piccole perle musicali nella notte della rete. La rubrica è quindi una riscoperta di tutto quello che nei giorni o mesi passati, non ha trovato spazio tra le pagine di Impatto Sonoro e che vi viene proposto come il biglietto per un lungo viaggio musicale. In ogni uscita parleremo di cinque tappe che riscopriamo assieme a voi. Non vi resta che partire e ricordarvi che la cocaina non è che un passatempo per capistazione.

Tons – Musineè Doom Session Volume 1 (Escape From Today, 2012)
Formati dai componenti di tre formazioni storiche del panorama torinese (Lama Tematica, Noinfo e Redrum) i Tons con questo lavoro pubblicato dalla Escape Today danno alle stampe un disco come non se ne sentivano da tempo. Pur mantenendo un piglio diretto e hardcore, quello che esce fuori è un sound doom-sludge marcio e terroso degno di gruppi come Eyahategod, Weedeater, e Iron Monkey, ma con un tocco tutto italiano per quello che riguarda il concept riguardante il Monte Musineè tanto caro a noi torinesi. Dei sei brani, due dei quali totalmente inediti, spiccano l’opener (pezzo che non sfigurerebbe in un disco dei Bongzilla) incredibilmente dinamico con vocals marce e samples di dialoghi e “At War With Yog-Sothoth”, dall’impatto quasi hardcore, dove troviamo i synth molto più presenti. La produzione di Danilo dei Last Minut To Jaffna per la registrazione e di Lorenzo dei Lento per il master, è praticamente perfetta: pesante, paludosa e grassa. Infine la realizzazione grafica curatissima (soprattutto quella dell’edizione limitata) rende ancora più consigliato l’acquisto di questa piccola perla.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=G6SyR1otV20[/youtube]

Grime – Grime (Autoproduzione, 2012)
Nati nel 2010 a Trieste, i Grime si sono subito fatti notare per le loro performance live di spalla a gruppi come The Secret (nel quale suonava il batterista Cris) in cui è la pesantezza a farla da protagonista.
Il loro sound è caratterizzato da tempi quasi sempre lenti, vocals al limite del black metal e atmosfere cupissime e sulfuree. Mentre i primi tre brani denotano influenze più sludge, la lunga “Chasm” prende spunto sapientemente dal doom e lo infarcisce di nero, rappresentando forse il brano più suggestivo. La chiusura è affidata a “Wife Beater” pezzo che potrebbe trovarsi in un disco degli Sleep se non fosse per lo screaming.
Aspettando il primo album, in registrazione questa estate, godiamoci questa ottima demo di presentazione che uscirà in edizione stampata a fine giugno per l’inglese Mordgrimm.

Sunpocrisy – Samaroid Dioramas (Autoproduzione, 2012)
Conosco i Sunpocrisy sin dai tempi dell’ Ep “Atman” in cui suonavano un ottimo death metal dai toni molto progressivi e devo dire che questo nuovo lavoro mi ha stupito moltissimo, sia per l’originalità che per la qualità dei brani. L’intro “Apoptosis”, in cui si intrecciano lunghi drone di chitarra e basso, ci porta alla prima vera traccia, la lunga “Apophenia”, in cui echi degli ultimi Isis e incroci di chitarre alla Tool sono sapientemente mischiati a un metal progressivo e quadrato ma dalla componente atmosferica e melodica altissima. La successiva “Phi” rappresenta l’episodio migliore del disco, soprattutto il finale, stupendo, in cui vengono fuori gli Isis degli ultimi due album. La parte centrale dell’abum risulta più melodica e tranquilla, mentre in “Samaroid” il passato progressive-death si ritorna prepotentemente. Infine, le ultime due lunghe tracce uniscono aperture Tool-iane, colori post- rock e la pesantezza di scuola Cult of Luna e Amia Venera Landscape. Da segnalare la bellissima parte grafica (a cura del chitarrista Matteo) e la produzione degli Studio 73 che mette bene in risalto ogni singolo strumento, non risultando mai fredda o finta. L’unico consiglio che posso dare al gruppo è, forse, quello di focalizzare meglio alcuni passaggi che, sebbene raramente, possono risultare un po’ dispersivi. Ciò non toglie che I Sunpocrisy siano una delle migliori promesse del nostro paese.

L’Alba di Morrigan – The Essence Remains (My Kingdom Music, 2012)
Ha i colori dell’autunno questo primo lavoro del gruppo torinese, in uscita sotto My Kingdom Music. Chi ha già sentito “The Circle”, il demo autoprodotto di un paio di anni fa, riconoscerà sicuramente quasi tutti i brani di questo “The Essence Remains”, qui riproposti in maniera molto più matura, con nuovi arrangiamenti e una produzione curatissima. La proposta del gruppo è un rock-metal dai toni decadenti, nel quale le influenze di gruppi come Tool, Katatonia, e gli Opeth più intimisti si mescolano in modo stupefacente ad un sound molto personale. Il lavoro si apre con la delicata “Snowstorm”, in cui arpeggi di chitarra che si intrecciano tra loro fanno da colonna portante del brano; la successiva “The Fairies Circle” è un esempio perfetto di come i Tool di Lateralus possono sposarsi con i Katatonia più rock. Nella delicata “Silence” compare ai synth in veste di guest (così come in “Snowstorm”) Frank Default dei Katatonia. C’è spazio anche per un pezzo cantato in italiano,“Lilith”. Nella successiva “Holy Mountain Pt I” l’influenza dei Katatonia esce prepotentemente, così come quella degli Opeth sembrano sbucare dalle note di “Holy Mountain pt II”.
Dopo i due pezzi strumentali, “24 Megatons” e “Equilibrium”, la chiusura è affidata alla title track, una sorta di ballata elettroacustica, nonché apice del disco, dal finale estremamente emozionante in cui voci e chitarre esplodono in tutta la loro bellezza. Plauso quindi per questi ragazzi torinesi che hanno saputo creare, pur mantenendo evidenti le loro influenze, un suono emozionale e personale.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=v-GG3BNvOmk[/youtube]

 

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