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Tropic Of Cancer – Permissions Of Love

2012 - Mannequin Records
wave/pop/rock

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Tracklist

1. The One Left
2. Beneath The Light
3. It's All Come Undone

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Nuova uscita per gli iperattivi Tropic Of Cancer, che nemmeno a distanza di due anni dall’ esordio “The Sorrow Of Two Blooms” licenziano il loro secondo EP, “Permissions Of Love”, rappresentante anche il loro terzo titolo, tralasciando i singoli.

Il duo composto da Camella Lobo e John Mendez era atteso al varco più che mai, considerando che dopo il discreto successo ottenuto in America ( loro paese di provenienza) ed Inghilterra la decisione da loro presa è stata quella di affidare la promozione del 12″ all’ italiana Mannequin, scelta che rappresenta l’ emblematica posizione che la cultura nostrana sta ricoprendo per quanto riguarda il mondo del post-punk et similia.
Per di più, se come ai Tropic Of Cancer tale cambiamento giova anche al loro rendimento su disco meglio ancora: “Permissions Of Love” in fatti rappresenta inoltre la loro indiscussa migliore uscita, sia come vedremo a livello musicale sia a livello di workart e quant’ altro.
Merito di una proposta musicale che finalmente, riuscendo a seguire l’ esempio di molti altri nomi, esce dall’ opacità lo-fi, della cui imperfezione si erano dovuti far carico “The Sorrow Of Two Blooms”, acerbo atto capace però di piantare i semi di schemi poi fatti fruttare ed evolvere con “In The End Of All Things”, una raccolta primo lato con reminescenze dalla darkwave e dai Balaclavas e secondo lato influenzato dallo shoegaze, con tanto di sfuriate alla Crocodiles, che se da una parte mostrava la genialità di cui il gruppo era capace dall’ altro li relegava in un non meglio definito limbo tra indie-pop-rock e new-new-wave.
“Permissions Of Love”
rende giustizia a quest’ ultimo termine, nettamente meno derivativo del secondo, concentrandosi a merito sulle atmosfere, le quali rappresentano lungo le tre tracce ( la durata è di poco inferiore ai quindici minuti) un continuum favoloso, intente come sono a rileggere il catalogo dreamy 4AD tramite una serie di delizie “warm coldwave“, che fanno letteralmente pensare l’ avvenuta produzione dei pezzi al sole di un deserto, magari sotto oppiacei, considerando il senso di straniamento dalla realtà che questi trasmettono.
A suggellare la riuscita dell’ EP accorrono anche i molteplici effetti di eco, molti dei quali conferiti in studio, altri dettati dal bordone, capaci di conferire ai brani un’ aurea aulica da religione sacra ( Beneath The Light costituisce forse l’ esempio lampante).

La nuova uscita dei Tropic Of Cancer risulta, come detto prima, la più positiva della serie, a fronte di un aggiornamento inevitabile del proprio sound – e non solo a livello di qualità di registrazione.
In futuro sarà curioso osservare, se mai un giorno approderanno al primo album, quali novità saranno capaci di introdurre affinché la loro formula non stanchi alla lunga.

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