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Interviste

Intervista agli ASTENIA

Impatto sonoro non si limita ad ascoltare musica e a recensire le fatiche degli artisti: vogliamo vedere cosa c’è dietro un disco, cos’hanno da dirci i musicisti che l’hanno creato, vogliamo provare a dare voce all’arte.
Abbiamo recensito qualche settimana fa il primo lavoro discografico degli Astenia, “Fa Che Tutto Sia Diverso” (clicca qui per leggere la nostra recensione), ci ha incuriosito e siamo andati a conoscere questi musicisti che hanno più di qualcosa da dire, e non solo a parole.

A cura di Azzurra Funari.

Come sono nati gli Astenia?
La band nasce alla fine del 2005 dalle ceneri di un altro progetto che Gianluca aveva con Edoardo. In quel periodo sentivamo il bisogno di una scossa, di un nuovo progetto nel quale riversare le nostre energie e le nostre emozioni, e così sono nati gli Astenia.

Spiegateci nel modo meno banale possibile la scelta del nome.
Il nome Astènia deriva dal termine medico Astenìa. Abbiamo preso questa parola e l’abbiamo fatta nostra cambiandone un accento. Con il tempo, poi, abbiamo capito quanto il cambio di accento fosse importante in quanto la nostra musica rappresenta esattamente il contrario di quello che il termine medico sta a significare.

Pur essendo al primo disco, avete un’intensa attività live alle spalle: com’è andata? Raccontateci qualche aneddoto di quest’esperienza.
Ogni live per noi è un’occasione unica per crescere, per imparare, ma soprattutto per trasmettere al pubblico le nostre emozioni attraverso la musica. Di aneddoti ce ne sono tanti, uno dei ricordi più belli che conserviamo è senza dubbio quello del concerto alla Salle Poirel di Nancy in occasione del Teranova Festival di qualche anno fa. Suonare rock in un teatro dell’800 è stata un’emozione unica.

Com’è stato condividere il palco con alcuni degli artisti più importanti, per come la vedo io, della musica Italiana?
Bellissimo. Abbiamo avuto la possibilità di imparare molto dividendo il palco con grandi artisti. Bisogna essere ricettivi quando si ha la possibilità di condividere giornate intere con gruppi di un certo calibro, senza contare poi il confronto che spesso si riesce ad avere nel backstage di un concerto.

Ma veniamo al disco: descrivetecelo voi.
“Fa Che Sia Tutto Diverso” è un disco immediato. E’ il racconto di un viaggio durante il quale è facile perdersi quanto ritrovarsi, come nelle più belle storie. Abbiamo cercato di raccontare al meglio noi stessi e quello che ci circonda attraverso la nostra musica, niente di più semplice. Questo disco per noi un punto di partenza verso qualcosa che verrà. Ogni momento è quello giusto per cambiare ciò che non ci piace ed è questo il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso la nostra musica.

Cosa vi ispira nella scrittura dei testi?
Le cose che non vanno come devono. Niente funziona meglio!

E per quanto riguarda la composizione dei pezzi come procedete?
Di solito l’idea nasce da uno di noi, ci si lavora insieme in sala dopodiché si passa al lavoro di studio insieme alla nostra produzione dove si rifinisce il brano e quindi, come ultima cosa, si registra.

C’è chi vi definisce una nuova boy band, immagino che la cosa non vi faccia piacere: qual è stato invece il complimento che vi ha fatto sentire più “capiti”?
Non ci piacciono le etichette in generale e sentirci definire boy band ci fa sorridere, anche perché dovremmo essere molto più belli e patinati per definirci tali, ne abbiamo di strada da fare sotto questo punto di vista! Il complimento che ci ha fatto sentire più capiti, invece, è arrivato da una recente recensione dove si parlava del nostro linguaggio e del modo con il quale raccontiamo i rapporti, semplice ma non banale e soprattutto non in maniera sdolcinata ma in qualche modo misurata, come accade quando si racconta la propria storia ad un amico.

Progetti futuri?
Arrivare a più persone possibili attraverso la nostra musica. Scrivere nuovi brani, suonare tanto dal vivo e pubblicare un nuovo disco per i primi mesi del 2013.
Salutateci affidandoci un messaggio. Vi invitiamo ad ascoltare “Fa Che Sia Tutto Diverso” e a venirci a trovare sulla nostra pagina facebook (www.facebook.com/asteniaworld) per farci sapere cosa ne pensate…Vi aspettiamo!

a cura di Azzurra Funari

foto di Matteo Casilli

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=girGYjllXpw[/youtube]

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