Iron Sky, di Timo Vuorensola

Iron Sky, di Timo Vuorensola

Scheda

Titolo Originale: Iron Sky
Nazione: Finlandia, Germania, Australia - 2012
Regia e sceneggiatura: Timo Vuorensola
Soggetto: Invasione della terra
Genere: scifi - commedia
Produzione: San Fu Maltha
Distribuzione: Indipendente
Durata: 98 minuti
Interpreti: Julia Dietze (1½ Ritter), Götz Otto (Downfall), Tilo Prückner (The Neverending Story), Christopher Kirby (The Matrix Reloaded & Revolutions) and Udo Kier (Dancer in the Dark)
Nelle sale dal: Aprile 2012
Voto: 8

La seconda spedizione sulla Luna, sfruttata dal presidente degli Stati Uniti per promuovere la sua campagna elettorale, porterà alla luce una colonia nazista sita nella parte oscura del satellite terreste. Da lì a poco un manipolo di anti-eroi partirà verso la terra per conquistarla e costruire il quarto Reich. Una pellicola dal sapore sci-fi dove l’umorismo nero si mischia alla critica sociale.

Regista di questo film, disponibile in inglese/tedesco, è Timo Vuorensola che oltre ad essere diventato famoso per Star Wreck è anche membro del gruppo black metal\industrial Älymystö. Il film è salito alla ribalta già dalle prime fasi della produzione per il metodo di finanziamento e di marketing applicato. Costato 7.5 milioni di euro è stato finanziato al 90% con i fondi statali (finlandesi per far un esempio) o di svariate fondazione (Hessen Film Invest per fare un altro esempio) e il restante 10% è stato investito dai fan portando avanti nel corso dei mesi una sempre più ghiotta campagna promozionale. Prima di tutto l’immaginario ha giocato un fattore chiave: l’invasione della terra, il complotto, l’uomo sulla Luna e le astronavi sono tutti temi cari agli amanti di un certo settore fantascientifico. L’aggiunta poi di un’infinità di cameo ha permesso di far avvicinare al progetto e ai finanziamenti anche i più nerd. Il marketing quindi si mischia con lo stile della regia e come si può immaginare ogni citazione è fatta in modo piacevole e al contempo scherzoso. Ci sono riferimenti al settore cinematografico (Dr. Strangelove e Der Untergang i più famosi), al mondo dei videogiochi (Wing Commander), ai documentari complottistici (Michael Moore) fino alla politica attuale. Oltre il risvolto puramente culturale, c’è anche un aspetto monetario che ha convinto tutta un’altra tipologia di gente a finanziare Iron Sky: chiunque, partendo da una base di 1000$ può diventare co-finanziatore e ricevere in futuro i dividenti degli incassi di quello che è probabilmente il più famoso degli indie movie. Un progetto ben studiato che sicuramente è parte della chiave di vittoria del film. La creazione di Timo Vuorensola oltre a sarcasmo, citazioni e situazioni surreali contiene anche interessanti effetti speciali come quelli usati nelle battaglie spaziali o nelle risse in bullet time che sembrano essere uscite da Max Payne. Un film divertente, intelligente, un po’ nerd ma anche sociale. I nazisti sono disegnati in modo buffo mentre ciucciano cioccolato con la loro tecnologia arretrata e incapaci di porsi nel mondo moderno. Finchè non ci si accorge che questi strambi individui sono la stessa immagine riflessa allo specchio di una democrazia che si riempe di parole ma poi impone divise idee e guerre. Allora si vede che l’ennesimo e vecchio nemico utile è solo un’illusione, solo l’immagine di qualche chiazza su una mappa lunare fatta con Google Maps, perché il vero mostro ce lo portiamo dentro. Come scrive Phalaniuk:” Puoi dire alla gente la verità, ma nessuno ti crederà fin quando non accadrà il fatto. Quando ormai è troppo tardi”. Iron Sky non sarà un trattato socio-filosofico che ci farà cambiare l’anima ma quantomeno ci farà smettere di puntare il dito contro “l’altro” con il migliore dei modi: facendoci ridere.

La colonna sonora è a opera dei Laibach che realizzano, sotto Mute, quaranta pezzi metallici ed epici ideali per questo film. Nota conclusiva: nonostante il carattere indipendente, il film è stato distribuito in sale cinematografiche, teatri, luoghi pubblici e simili in tutto il mondo tranne che in Sud America, Sud Africa, Sud Est Asiatico, Turchia, Spagna e Italia.

a cura di Fabio La Donna

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