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Mombu, Zippo, Buffalo Grillz, The Little White Bunny : Viaggio al termine della notte #8

“La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte”

Questa è una delle frasi più celebri del romanzo Viaggio al termine della notte, scritto da Louis-Ferdinand Céline nel 1932.
A volte, non è solo la vita a perdersi in qualche frammento della notte, ma anche la musica. Con l’avanzamento dell’era tecnologica, la quantità di uscite musicali è aumentata notevolmente, portando tutti i vantaggi e svantaggi del caso. Uno dei principali svantaggi è proprio quello di perdere tante piccole perle musicali nella notte della rete. La rubrica è quindi una riscoperta di tutto quello che nei giorni o mesi passati, non ha trovato spazio tra le pagine di Impatto Sonoro e che vi viene proposto come il biglietto per un lungo viaggio musicale. In ogni uscita parleremo di quattro tappe che riscopriamo assieme a voi. Non vi resta che partire e ricordarvi che la cocaina non è che un passatempo per capistazione.

A cura di Fabio La Donna.

Mombu – Zombi (Jazzcore – Subsound Records)
I Mombu sono un duo proveniente dagli Zu (Luca T. Mai) e dai NEO (Antonio Zitarelli). Batteria e sax. Nel 2011 hanno realizzato un album omonimo che partendo da un punto in comune come la fusione del jazz con l’hardcore, hanno iniziato un percorso che li ha visti passare per le atmosfere ritualistiche, i suoni tribali e i tanti richiami provenienti dall’africa nera. Molti anche gli ospiti, come Mike Watt (The Stooges/Minutemen), Giulio The Bastard (Cripple Bastards), Lef ( Obake) e Cinghio (Buffalo Grillz/The Orange Man Theory). Con questa miscela sempre più veloce e sempre più corposa, i Mombu sono uno dei progetti più interessanti dell’anno. Oscuri e mistici musicisti che sanno tessere attorno a loro un mondo solido e credibile. Zombi non è che la versione in vinile della prima uscita dei Mombu, con un nuovo mix, migliorie varie e l’aggiunta di Zombi, una traccia molto bella e fondamentale che trasforma il duo in una voodoo band. Il vinile rosso è passionale come vita, se messo verso la luce sprigiona una venatura nera e rabbiosa proprio come la potenza che si cela dentro questo progetto. Comprarlo non è un optional.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=z4gixa-xvNk[/youtube]

Zippo – Maktub (Rock – Subsound Records)
Maktub è l’ultimo lavoro del quintetto di Pescara chiamato Zippo, un vero gruppo rock. Un lavoro che parte dal più classico stile hard per abbracciare infiniti frangenti. Un gioco sonoro simile alle esibizioni visive del caleidoscopio. In queste sette tracce gli Zippo solcano i terreni dello stoner (chi ha detto Kyuss?), del metal, del math, del jazz e della pischedelia, creando uno spettacolo dal sapore internazionale. Avvolgente, caldo e violento. L’apice di Maktub si raggiunge nel trio Man Of Theory, Caravan To Your Destiny e Simum. Nelle ultime due canzoni si può sentire il crazy-sax di Luca T. Mai (Zu, Mombu) mentre nella prima il guest box è occupato interamente dal grande Ben Ward degli Orange Goblin. Maktub è un lavoro interessante, con una forte struttura rock ma che, se ascoltato bene, risulta più che vario e talmente “internazionale” da sembrare alienante per questa italica penisola. Eccezzionale, infine, la colorazione del vinile.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Yyf4eEN_cIQ[/youtube]

Buffalo Grillz – Manzo Criminale (Grind – Subsound)
Le parole di Robert De Niro, recitate in Cape Fear, fanno da intro ai grinder Buffalo Grillz che sviluppano un album che si chiama Manzo Criminale. Un disco molto violento e “aggressive” che fa godere i fans dei sound più estremi, i quali troveranno in Manzo Criminale il più brutale dei metodi per far perdere la verginità alle orecchie. Buona la qualità della registrazione e la scelta di non inserire dei testi canonici ma solo versi, urla e parole urlate a squarcia gola. L’idea di un muro che si avvicini a velocità ultra sonica contro la propria faccia è la prima sensazione che si prova dopo aver schiacciato il tasto play. Più si va avanti e più la velocità e la rabbia aumentano. Molto positiva l’identità dei pezzi che si possono facilmente contraddistinguere. La qualità è di casa. Oltre la qualità, l’ironia del gruppo è sempre presente come nella scelta dei titoli delle canzoni (tra mutilazioni filmografiche, storpiature di gruppi “famosi” e destabilizzanti immagini di personaggi pubblici) o in quelle poche parole che vengono eiaculate tra una canzone e l’altra. Anche i samples son scelti con simpatia e intelligenza e sono sistemati sempre nel punto giusto in modo da stimolare l’ascoltatore a massacrare tutto e tutti…ma con un sorriso a cinquantadue denti. I Buffalo Grillz si confermano, sia in studio sia dal vivo, dei gran signori e dei massacratori sonori. Un disco d’inaudita potenza.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Wr16hlxJ90s[/youtube]

The Little White Bunny – H0le (Metal – Riff Records)
I The Little White Bunny sono i quattro coniglietti dell’apocalisse che, ritornati sulla terra, hanno deciso di confondersi con le genti che abitano tra le valli dell’Alto Adige. Mascherati da musicisti, hanno deciso di formare una boy band e proporre un metal simpatico, frizzante e senza frontiere. H0le è il buco nero, un viaggio tridimensionale in un mondo musicale fatto da mille correnti che si muovono armonicamente sotto terra e si propagano infinitamente generando una superficie dei fiori, alberi e vita. C’è il funk, il nu metal, i passaggi downtempo di Hummus, la simpatia, l’hard punk e tanti altri mille colori che fanno vestire i The Little White Bunny con un abito di una bellezza unica. Se vi piace il metal e non avete preconcetti musicali, questo è il disco italiano dell’anno. E se ci metti le patate, è proprio la morte sua.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=GfN4mMyhaes[/youtube]

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