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The Killers – Battle Born

2012 - Island/Vertigo Rec.
pop/rock/anthem

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Tracklist

1. Flesh And Bone
2. Runaways
3. The Way It Was
4. Here With Me
5. A Matter Of Time
6. Deadlines And Commitments
7. Miss Atomic Bomb
8. The Rising Tide
9. Heart Of A Girl
10. From Here On Out
11. Be Still
12. Battle Born
13. Carry Me Home

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“Battle Born” è il quinto album degli americani The Killers, che, trainato dal singolone di lancio “Runaways”, si propone di bissare il successo del precedente  “Day & Age” (2008), oltre 2.500.000 copie vendute in tutto il mondo. Il quartetto di Las Vegas, esploso internazionalmente grazie a hit-single come “Somebody Told Me” e “When You Were Young”, si ripresenta sugli scaffali forte di credenziali non indifferenti, che, a livello qualitativo, non sempre si traducono in risultati del tutto soddisfacenti.

Perennemente in bilico fra il più ammiccante pop glitterato e una forma canzone rock dai riferimenti trasversali, i The Killers targati 2012 paiono uno strano e barocco patchwork fra Arcade Fire e Scissor Sisters, o, andando indietro di qualche generazione, Coldplay e U2. Il prodotto è un interlocutorio mix di efficaci brani dal solido impatto frontale anthem pop, per cui ammiccanti, ritmati e godibili come da manuale, e composizioni frutto di corposi layer di synth ottantiani, e di una malinconia tipicamente wave.
Forse non a caso l’incipit del disco si concentra sul lato più solare e dinamico del gruppo, che da il meglio di se proprio nelle iniziali “Flesh And Bone”, “Runaways”, “The Way It Was” e “Here With Me”, in grado di competere alla pari con i migliori brani del proprio passato discografico. Procedendo con l’ascolto emergono episodi meno convincenti, come “Deadlines And Commitments”, “Miss Atomic Bomb” o “From Here On Out”, che non fanno altro che riciclare soluzioni e formule già ampiamente sfruttate, tra cui le inevitabili ballad strappa(mutande)lacrime vincono in primo premio per la noia. Come sempre fiore all’occhiello dei Killers la voce di Brandon Flowers, cantante certamente di razza, capace di trovarsi una sua identità melodica e interpretativa, pur restando nell’aurea medietas imposta dal genere pop di riferimento.

Confidenziale e telefonato, “Battle Born” è in buona sostanza un discone pop iperpompato e superprodotto, epico e barocco nell’apparenza, ma con fondamenta e sostanza ben più interlocutorie e incerte. Il risultato finale manca quindi della necessaria concentrazione e della brillantezza  indispensabili a far guadagnare a queste composizioni la proverbiale marcia in più, mentre è evidente che i The Killers stiano ora viaggiando in folle, grazie all’inerzia impressa dalla loro storia passata.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TMbyWSGYUgc[/youtube]

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